Le nuove strutture della sanità territoriale previste dal PNRR in Calabria rischiano di trasformarsi in semplici contenitori privi dei servizi necessari a rispondere ai bisogni dei cittadini. A lanciare l’allarme è Carlo Guccione, ex consigliere regionale del Pd in Calabria e componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, che punta il dito contro l’assenza di una programmazione straordinaria delle assunzioni indispensabili per rendere operative le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità.
Il piano finanziato attraverso il PNRR prevede in Calabria la realizzazione di 62 Case di Comunità e 20 Ospedali di Comunità, ma secondo Guccione il rischio concreto è che, senza un adeguato piano per il personale, queste strutture restino prive delle figure professionali necessarie per garantire le prestazioni previste.
“Senza personale il PNRR rischia di trasformarsi in un’occasione mancata”
Secondo l’esponente dem, il problema principale riguarda il mancato avvio di un piano assunzionale coerente con gli standard stabiliti dal DM 77 del 2022, il provvedimento che definisce il nuovo modello dell’assistenza sanitaria territoriale.
“L’applicazione degli standard minimi previsti dal DM 77 del 2022 comporterebbe un incremento dei costi del personale pari a 19 milioni e 500 mila euro. Una domanda sorge spontanea: perché non sono stati banditi i concorsi necessari? Perché non sono state stanziate le risorse necessarie per le assunzioni per rendere operative queste strutture?”
Guccione evidenzia come, per garantire il funzionamento delle nuove strutture, sarebbe necessario procedere all’assunzione di 504 unità infermieristiche, oltre alle altre figure professionali previste dal modello organizzativo.
Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, il DM 77 del 2022 prevede una dotazione minima che comprende un numero di infermieri compreso tra sette e nove unità, con un coordinatore infermieristico, oltre a operatori socio-sanitari, personale della riabilitazione e la presenza programmata di un medico. In queste strutture deve inoltre essere assicurata l’assistenza infermieristica continuativa, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, con il supporto degli operatori socio-sanitari.
Anche le Case di Comunità, secondo gli standard nazionali, devono garantire una serie di servizi obbligatori: tredici per le strutture Hub e dieci per quelle Spoke. Un livello di assistenza che, secondo Guccione, richiede una programmazione del personale adeguata e risorse certe.
“Il rischio è avere strutture nuove ma senza servizi”
Per l’ex consigliere regionale del Pd, senza un piano concreto di reclutamento il rischio è quello di realizzare opere importanti dal punto di vista edilizio, ma incapaci di produrre effetti reali sul territorio.
“Il rischio concreto è che queste importanti strutture rimangano semplici involucri vuoti, senza il personale necessario per erogare i servizi previsti”.
Una situazione che, secondo Guccione, potrebbe mettere in discussione anche il raggiungimento degli obiettivi collegati ai finanziamenti europei.
“In tale scenario, la Commissione Europea potrebbe contestare il mancato raggiungimento degli obiettivi del PNRR e chiedere alla Regione Calabria la restituzione dei finanziamenti, facendo perdere al territorio un’occasione storica di rilancio della sanità”.
Il caso della Casa della Salute di San Marco Argentano
Nel mirino dell’esponente dem finisce anche la vicenda della Casa della Salute di San Marco Argentano, inserita nel Piano di rientro 2026-2028 della sanità regionale.
Nel documento viene indicata come data prevista per la conclusione dei lavori il 31 dicembre 2026, ma secondo Guccione esiste una contraddizione evidente: il finanziamento destinato all’opera, pari a oltre 8 milioni e 100 mila euro, sarebbe stato definanziato.
“È paradossale che un documento approvato dalla Giunta regionale e trasmesso al Ministero della Salute e al Ministero dell’Economia e delle Finanze possa indicare il completamento dei lavori entro cinque mesi per un’opera il cui finanziamento non esiste più”.
Secondo Guccione, la vicenda rappresenterebbe il segnale di una gestione poco chiara della programmazione sanitaria regionale.
“Si tratta di una situazione che evidenzia caos amministrativo e confusione nella programmazione sanitaria regionale, con il rischio di prendere in giro i territori e le amministrazioni comunali”.
L’attacco alla gestione della sanità regionale
L’esponente della Direzione nazionale del Pd critica infine la strategia comunicativa della Regione Calabria sulla sanità, sostenendo che gli annunci non siano accompagnati da risultati adeguati.
“La campagna comunicativa del presidente Roberto Occhiuto appare sempre più distante dalla realtà e tenta di coprire errori che hanno inciso pesantemente sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Calabria”.
Secondo Guccione, restano aperte numerose criticità, con indicatori che continuano a segnalare problemi sul fronte della qualità dell’assistenza, della mortalità evitabile, della mortalità infantile e dell’aspettativa di vita dei cittadini calabresi.
La denuncia dell’ex consigliere regionale dem si concentra dunque su un punto centrale: le infrastrutture sanitarie finanziate dal PNRR potranno davvero cambiare il volto della sanità calabrese solo se saranno accompagnate da personale, organizzazione e una programmazione capace di trasformare gli edifici in servizi reali per i cittadini.











