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10 Giugno 2026
10 Giugno 2026
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Sanità, la protesta dei laboratori del Sud: “Riforma punitiva, così si distrugge la medicina territoriale”

I laboratori privati accreditati del Sud lanciano l’allarme contro la riforma sanitaria: tagli, rimborsi ridotti, rischio chiusure e licenziamenti. In una lettera durissima parlano di spartizione di risorse, silenzi istituzionali e vendetta politica

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Una riforma che doveva modernizzare la sanità rischia di diventare, secondo i diretti interessati, una condanna a morte per la sanità territoriale del Sud. I laboratori privati accreditati alzano la voce con una lettera aperta durissima contro i tagli ai rimborsi, denunciando chiusure imminenti, licenziamenti di massa e lo smantellamento dei servizi di prossimità.

“Necrologi sui muri delle Regioni”: l’accusa dei laboratori

Il tono della nota è senza precedenti. I laboratoristi parlano di una “morte silenziosa” che non trova spazio sui giornali ma che viene “affissa simbolicamente sui muri delle Regioni”.
Secondo la categoria, i laboratori stanno scomparendo non per inefficienza, ma per scelte politiche opache, regolamenti calati dall’alto e giochi di potere mascherati da riforme.

Riforma o spartizione?

La narrazione ufficiale parla di razionalizzazione, qualità e modernizzazione, ma dietro le parole – denunciano i firmatari – si nasconderebbe altro: appropriazione del Fondo Sanitario Nazionale, concentrazione delle risorse, spostamento del potere decisionale.
Il risultato sarebbe uno smantellamento deliberato della sanità territoriale per redistribuire vantaggi a pochi, lasciando macerie dove prima c’erano servizi essenziali.

Il ruolo del Ministero: “Silenzi e punizioni collettive”

Nel mirino finisce anche il Ministero, accusato di ambiguità e di aver scelto la linea dello scontro, trasformando atti tecnici in rappresaglie politiche.
Secondo la nota, invece di condannare comportamenti definiti prepotenti e divisivi, si sarebbe scelto di punire indistintamente le Regioni, arrivando perfino a cancellare norme vitali per i laboratoristi.

“Una vendetta istituzionale che colpisce il Sud”

Il documento parla apertamente di vendetta istituzionale, con provvedimenti che colpiscono in particolare Campania e Mezzogiorno, trascinando con sé l’intero sistema sanitario territoriale, pubblico e privato accreditato.
Nessun chiarimento, nessuna autocritica, nessuna assunzione di responsabilità: solo silenzi e decisioni calate dall’alto, vissute come una punizione collettiva.

Regioni immobili, territori senza difesa

Durissimo anche il giudizio sui governi regionali, accusati di restare inermi di fronte allo smantellamento del sistema sanitario.
Secondo i laboratori, manca una presa di posizione netta, una difesa del territorio e una opposizione politica reale a decisioni che stanno cancellando presidi sanitari fondamentali, soprattutto nelle aree più fragili.

L’allarme finale: chiusure e licenziamenti

Il rischio concreto, concludono i firmatari, è quello di chiusure a catena, licenziamenti e un vuoto assistenziale che finirà per ricadere sui cittadini.
Una riforma che, nata per migliorare il sistema, rischia di rompere definitivamente il legame tra sanità e territori.

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