All’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia entra in funzione una nuova Tac di ultima generazione, un apparecchio che segna un passaggio rilevante nel processo di ammodernamento della sanità locale. La strumentazione si inserisce in un percorso di potenziamento già avviato nei mesi precedenti, che ha interessato anche il blocco operatorio con il rinnovo di attrezzature e dispositivi chirurgici.
Esami più rapidi e immagini ad altissima definizione
Il nuovo macchinario consente di eseguire scansioni complete in tempi estremamente ridotti, con una durata media di meno di un minuto per esame. Un’accelerazione significativa che punta a migliorare la gestione dei flussi nei reparti diagnostici, riducendo le liste d’attesa e aumentando l’efficienza complessiva del servizio sanitario.
La qualità delle immagini prodotte consente inoltre una lettura più dettagliata delle patologie, migliorando la capacità di diagnosi precoce.
Tecnologia avanzata e obiettivo: ridurre la migrazione sanitaria
La Tac, realizzata con tecnologia di ultima generazione, rappresenta un elemento di forte innovazione per il presidio ospedaliero vibonese. L’obiettivo dichiarato è quello di limitare la migrazione sanitaria, riducendo la necessità per i pazienti di spostarsi fuori regione per accedere a esami specialistici avanzati.
La strategia Asp e il ruolo dello Jazzolino
L’Azienda sanitaria provinciale ha accelerato l’iter per l’acquisizione del macchinario, riuscendo a reperire rapidamente le risorse necessarie all’investimento. Secondo il direttore sanitario Sestito, l’arrivo della nuova TAC rappresenta un tassello centrale nel processo di modernizzazione della struttura, in attesa del completamento del nuovo ospedale.
Una fase nuova per la diagnostica territoriale
Con l’entrata in funzione dell’apparecchiatura, lo Jazzolino avvia una fase operativa più avanzata sul piano diagnostico. L’obiettivo è consolidare il ruolo del presidio come punto di riferimento sanitario provinciale, migliorando qualità, tempi di risposta e accessibilità alle prestazioni.









