23 Luglio 2026
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Tre su quattro calabresi si sentono in salute. Ma restano ombre su stili di vita e prevenzione

Secondo l’indagine Passi dell’Istituto Superiore di Sanità, la percezione del benessere è positiva, ma tanti sono sedentari, in sovrappeso e poco coinvolti negli screening sanitari

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Il 74,9% degli adulti calabresi tra i 18 e i 69 anni valuta positivamente il proprio stato di salute, dichiarando di sentirsi “bene” o “molto bene”. Un dato in linea con la media nazionale del 74%. Il restante quarto si divide tra chi si sente “discretamente” e una minoranza che descrive la propria salute come “cattiva” o “molto cattiva”.

In media, i calabresi dichiarano 2,2 giorni di cattiva salute al mese, di cui 1,3 dovuti a problemi fisici e 1,1 a disagi psicologici. Anche le limitazioni nelle attività quotidiane restano contenute (1,1 giorni), contro quasi cinque giorni riportati in media nel resto d’Italia.

Benessere legato a reddito, istruzione e salute cronica

Come nel resto del Paese, anche in Calabria la percezione della salute varia a seconda delle condizioni socioeconomiche e culturali. L’indagine evidenzia che anziani, donne e persone con basso reddito o livello di istruzione riferiscono un numero maggiore di “giorni non in salute” e un giudizio complessivamente peggiore sul proprio benessere psicofisico. La presenza di patologie croniche o sintomi depressivi incide in modo rilevante sulla valutazione personale della salute.

Sovrappeso e sedentarietà: due nodi ancora aperti

Il 35,8% dei calabresi è in sovrappeso e il 10,6% obeso, valori lievemente superiori alla media nazionale. Solo il 28,2% di chi ha un eccesso di peso afferma di aver ricevuto dal medico un invito a dimagrire, un dato inferiore rispetto al resto d’Italia.

Sul fronte dell’attività fisica, gli adulti calabresi si mostrano meno attivi rispetto alla media nazionale: 33,7% sono “attivi”, 14,7% “parzialmente attivi”, mentre ben 35,4% risultano sedentari.

Anche qui, soltanto il 17,7% dichiara di aver ricevuto consigli medici per aumentare l’esercizio fisico.

Prevenzione in ritardo: screening mammografico sotto la media

Un altro campanello d’allarme riguarda la prevenzione oncologica. La copertura dello screening mammografico in Calabria si ferma al 46,2%, un valore inferiore alla media nazionale, segno che molte donne non partecipano ancora ai programmi di diagnosi precoce.

Un quadro stabile ma con fragilità persistenti

Nel complesso, i dati del sistema di sorveglianza Passi 2023-2024 restituiscono per la Calabria un’immagine simile al contesto nazionale, ma con criticità radicate.
Sedentarietà, sovrappeso e scarsa adesione agli screening continuano a incidere sulla qualità della vita e sul benessere percepito della popolazione adulta.

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