10 Luglio 2026
10 Luglio 2026
spot_img

Rifiuti a Tropea, la minoranza contro la propaganda di Macrì: “L’80% di differenziata non esiste nei dati ufficiali”

Insieme per Tropea accusa il sindaco di aver fornito numeri non certificati e contesta il possibile aumento della Tari da 250mila euro. "Basta propaganda, si pubblichino atti, conteggi e dati verificabili"

spot_img

È scontro politico a Tropea sulla gestione dei rifiuti, sui dati della raccolta differenziata e sul possibile aumento della Tari. Il gruppo consiliare di minoranza Insieme per Tropea, composto da Pino Rodolico, Francesca Romeo, Carmine Sicari e Antonio Tropeano, contesta duramente le dichiarazioni del sindaco Giovanni Macrì, accusandolo di fornire una ricostruzione non coerente con i dati ufficiali. “La propaganda del sindaco di Tropea ha le gambe corte”, sostengono i consiglieri, che hanno allegato alla propria nota i dati pubblicati dal Catasto nazionale dei rifiuti di Ispra e validati da Arpacal.

Le accuse al sindaco

Secondo il gruppo di opposizione, l’Amministrazione comunale seguirebbe sempre lo stesso schema politico e comunicativo. “Quando c’è da rivendicare un risultato, il sindaco parla in prima persona. Quando invece emergono criticità, la responsabilità è sempre di qualcun altro”, affermano i consiglieri. Nel mirino della minoranza finisce anche il riferimento fatto dal sindaco alla gestione dei commissari straordinari, che hanno amministrato il Comune dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Per Insieme per Tropea si tratterebbe di un tentativo “prevedibile e inaccettabile” di trasformare la precedente gestione commissariale nel “capro espiatorio” di ogni problema, nonostante il lavoro svolto dai rappresentanti del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Vibo Valentia in una fase particolarmente delicata per la città.

I dati ufficiali smentiscono il presunto 80%

Il sindaco avrebbe sostenuto che la raccolta differenziata sarebbe precipitata da “quasi l’80%” a poco più del 50%, con un conseguente aumento dei costi del servizio stimato in circa 250mila euro all’anno. Una ricostruzione che la minoranza mette apertamente in discussione. “Dove sono i dati ufficiali che certificano quel presunto 80%?”, chiedono i consiglieri. “La raccolta differenziata non si misura con i post sui social o con le dichiarazioni stampa. Si misura attraverso dati certificati, validati dagli enti competenti e consultabili da tutti”.

Secondo i dati ufficiali richiamati nel comunicato, la raccolta differenziata a Tropea si sarebbe attestata al 57,38% nel 2022, al 62,58% nel 2023 e al 60,61% nel 2024. “Numeri pubblici e verificabili che smentiscono il presunto raggiungimento dell’80%”, affermano gli esponenti di Insieme per Tropea. Qualora il dato del 2025 dovesse realmente attestarsi intorno al 50%, sottolinea la minoranza, si tratterebbe di una diminuzione di circa dieci punti percentuali rispetto all’anno precedente e non di un crollo di trenta punti.

“I cittadini non possono diventare il bersaglio”

Il gruppo consiliare respinge anche il tentativo, attribuito al sindaco, di scaricare parte delle responsabilità sui comportamenti dei cittadini. “I cittadini non possono diventare ogni volta il bersaglio dietro al quale nascondere le inefficienze amministrative”, sostengono Rodolico, Romeo, Sicari e Tropeano. La minoranza contesta in particolare l’utilizzo di espressioni come “lordazzi” e “porci blu”, chiedendo al primo cittadino di rendere pubbliche le fonti, i criteri e le certificazioni dei dati diffusi. “Chi ha certificato i dati sulla raccolta differenziata? Con quali criteri sono stati elaborati? Sono numeri ufficiali e verificabili? Perché non vengono pubblicati integralmente?”, chiedono i consiglieri.

Rifiuti in strada e disservizi, l’accusa al Comune

Secondo l’opposizione, la situazione concreta degli ultimi 45 giorni sarebbe caratterizzata da numerosi disservizi, con cumuli di rifiuti sui marciapiedi, contenitori stracolmi, sacchetti abbandonati sul lungomare e punti di raccolta trasformati in discariche improvvisate. “Odori insopportabili che residenti e turisti sono costretti a subire, soprattutto durante la stagione estiva”, denuncia il gruppo consiliare. Di fronte a questi problemi, prosegue la nota, il Comune non avrebbe fornito informazioni sufficienti. “Nessun avviso, nessuna spiegazione, nessuna assunzione di responsabilità. Al contrario, non manca mai una macchina della comunicazione pronta a diffondere comunicati celebrativi dell’attività del sindaco, finanziata con risorse pubbliche”. Per la minoranza, “la trasparenza si interrompe proprio dove iniziano i problemi”.

Il nodo delle mini isole ecologiche

Insieme per Tropea interviene anche sull’annuncio dell’installazione di fototrappole, mini isole ecologiche informatizzate e nuovi sistemi di controllo. “Perché oggi si annunciano otto nuove mini isole ecologiche quando, in sei anni di amministrazione, non è mai stata resa realmente operativa la vera isola ecologica comunale?”, chiedono i consiglieri. Secondo il gruppo, la struttura comunale che avrebbe dovuto rappresentare il fulcro del sistema di raccolta sarebbe oggi utilizzata prevalentemente come ricovero dei mezzi della ditta affidataria del servizio. “Continuare ad annunciare ciò che si farà significa ammettere, implicitamente, che finora si è fatto troppo poco”, affermano.

Tari, contestati i 250mila euro di maggiori costi

L’opposizione chiede chiarezza anche sul presunto aumento della Tari. Il sindaco avrebbe indicato circa 250mila euro di maggiori costi annuali, ma secondo i consiglieri non sarebbero stati ancora pubblicati documenti sufficienti a verificare questa previsione. “Ad oggi non risultano pubblicati il Piano economico finanziario, i conteggi analitici e gli atti tecnici che consentano di verificare come sia stata determinata tale cifra”, si legge nella nota. “Senza trasparenza contabile, ogni cifra resta una semplice affermazione politica e non un dato dimostrato”.

Il gruppo chiede inoltre perché l’unica soluzione prospettata sembri essere un aumento del costo del servizio e perché la frazione indifferenziata, che secondo la minoranza costerebbe circa 400 euro a tonnellata, non venga pesata preventivamente nell’area dell’isola ecologica. Tra le soluzioni indicate figurano l’introduzione di sacchetti personalizzati con codice a barre per famiglie e attività commerciali e l’attivazione di meccanismi premianti per chi differenzia correttamente.

“Governare significa assumersi le responsabilità”

Per Insieme per Tropea, la questione è prima di tutto politica. “Chi governa non può attribuirsi ogni merito quando le cose funzionano e scaricare ogni responsabilità su commissari, uffici, cittadini o turisti quando emergono criticità”, sostengono i consiglieri. “Governare significa assumersi le proprie responsabilità. Significa risolvere i problemi, non limitarsi a raccontarli”. La città, aggiungono, “non ha bisogno di propaganda permanente, di comizi sui social o di nemici immaginari”, ma di “una città pulita, un servizio efficiente e un’Amministrazione che dica tutta la verità ai cittadini”.

La minoranza annuncia l’accesso agli atti

Il gruppo consiliare ha infine annunciato l’intenzione di utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge, presentando una formale richiesta di accesso agli atti relativi alla gestione del servizio di igiene urbana. L’obiettivo è verificare i dati sulla raccolta differenziata, i costi sostenuti dal Comune e le ragioni che potrebbero determinare eventuali aumenti della Tari. “La trasparenza non si proclama, si pratica”, concludono i consiglieri. “La verità non si costruisce con slogan o comunicati stampa, ma attraverso dati ufficiali, atti amministrativi e responsabilità istituzionale. Tropea merita un’Amministrazione che risponda con i fatti e non con la propaganda”.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor