10 Luglio 2026
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‘Ndrangheta e droga negli stadi: le rivelazioni del pentito Pasquino sui contatti con gli ultrà bianconeri

Dalle motivazioni di una recente sentenza del Tribunale di Torino emergono dettagli inediti su un presunto sistema di spaccio gestito attraverso contatti all'interno della tifoseria organizzata bianconera

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Il collaboratore di giustizia Vincenzo Pasquino, ex affiliato alla ‘ndrangheta nel Torinese, ha fornito dettagli su una rete di narcotraffico attiva oltre dieci anni fa. Nei verbali, risalenti al 2024 e confluiti nelle motivazioni della sentenza relativa al processo “Samba“, Pasquino descrive le modalità di distribuzione dello stupefacente giunto a Torino: “Cominciammo a lavorare con questi spagnoli facendo carichi significativi. La merce che arrivava tutta a Torino e poi la smerciavamo. A Torino avevamo i nostri magazzini a Pescarito e da lì poi smerciavamo, sia in Puglia, sia a Catania, sia allo stadio perché Gino essendo ne “I Bravi Ragazzi” della curva aveva i contatti negli stadi”.

Il profilo di Pasquino e il legame con il narcotraffico internazionale

Arrestato in Brasile nel 2021 dopo una lunga latitanza ed estradato in Italia, Pasquino ha iniziato il suo percorso di collaborazione nel marzo 2024. Il pentito ha dichiarato di essere stato affiliato alla ‘ndrangheta a partire dal 2011, occupandosi in particolare di tenere i rapporti tra i clan calabresi e il Primeiro Comando da Capital (Pcc), la principale organizzazione criminale brasiliana. Dagli atti emerge inoltre una curiosità legata alla piattaforma criptata Sky-Ecc, utilizzata per le comunicazioni tra affiliati: su tale network, Pasquino utilizzava il nickname “Cristiano“, dichiarandosi esplicitamente “fan di Cristiano Ronaldo e tifoso della Juventus”.

Dall’inchiesta “Alto Piemonte” ak bagarinaggio: i precedenti giudiziari

Il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno della tifoseria organizzata juventina non è nuovo per la magistratura torinese. Già nel 2017, l’inchiesta denominata “Alto Piemonte” aveva acceso i riflettori su tali dinamiche. Ulteriori elementi sono emersi in un altro procedimento processuale, dove, in una testimonianza resa il 27 ottobre 2025, un altro collaboratore di giustizia ha retrodatato l’interesse dei clan verso il bagarinaggio ai primi anni 2010: “Vendevamo i biglietti per le partite, ce li passavano gratuitamente gli ultras del gruppo ‘Bravi Ragazzi‘”.

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