È polemica a Sant’Onofrio sulla mancata adesione del Comune alla cosiddetta “Rottamazione quinquies”, la misura di definizione agevolata delle entrate locali prevista dalla normativa nazionale. A sollevare la questione è Marcello Mattioli, ex consigliere comunale di Sant’Onofrio, secondo il quale l’Amministrazione avrebbe perso l’opportunità di offrire a cittadini, famiglie e imprese del territorio uno strumento per regolarizzare eventuali debiti nei confronti dell’ente.
La contestazione riguarda in particolare la mancata adozione, entro il termine indicato del 31 luglio 2026, di una specifica deliberazione consiliare necessaria per aderire alla misura.
La misura e i debiti interessati
Secondo quanto riportato nel documento diffuso da Mattioli, la Rottamazione quinquies avrebbe consentito di intervenire su alcune tipologie di debiti relativi alle entrate comunali, tra cui Ici, Imu, Tari e sanzioni per violazioni del Codice della strada, maturati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e affidati alla riscossione.
Il meccanismo della definizione agevolata avrebbe permesso, secondo le condizioni previste dalla misura, di corrispondere le somme dovute a titolo di capitale, con l’eliminazione di sanzioni, interessi e interessi di mora. Per accedere alla procedura, i Comuni interessati avrebbero dovuto adottare un’apposita deliberazione e procedere successivamente agli adempimenti previsti nei confronti dell’agente della riscossione.
“Un’opportunità che avrebbe aiutato le famiglie”
È proprio sulle conseguenze per i cittadini che si concentra la critica dell’ex consigliere comunale. Mattioli sostiene che l’adesione avrebbe rappresentato un’opportunità soprattutto per quelle famiglie e imprese in temporanea difficoltà economica, consentendo di regolarizzare le proprie posizioni attraverso un piano di pagamento dilazionato.
Nel comunicato viene evidenziata anche la possibilità, prevista dalla misura secondo quanto riportato dall’ex consigliere, di arrivare fino a 54 rate bimestrali, con un importo minimo di 100 euro per rata. “La mancanza di sensibilità da parte dell’Amministrazione comunale ai bisogni reali dei cittadini santonofresi è sotto l’occhio di tutti”, afferma Mattioli, contestando la scelta dell’ente di non aderire alla misura.
L’attacco all’Amministrazione comunale
La vicenda diventa così anche occasione per una più ampia critica all’operato dell’Amministrazione di Sant’Onofrio. Secondo l’ex consigliere, il Comune avrebbe dovuto utilizzare lo strumento della definizione agevolata per offrire un sostegno concreto alla popolazione in una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita. Nel suo intervento Mattioli parla di una crescente distanza tra l’Amministrazione e la cittadinanza, sostenendo che il palazzo municipale sarebbe diventato “un fortino inaccessibile”.
Il riferimento alla vicenda di Piazza Umberto I
Nel documento viene inoltre richiamata la questione di Piazza Umberto I, indicata dall’ex consigliere come un ulteriore esempio della presunta distanza tra l’Amministrazione e la comunità. Mattioli sostiene che l’attuale esecutivo si sarebbe progressivamente allontanato dai problemi quotidiani dei cittadini e denuncia quella che definisce una mancanza di ascolto rispetto alle istanze provenienti dal territorio.












