L’economia calabrese registra un significativo segnale di controtendenza positiva. La Filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, nel suo periodico rapporto sull’andamento congiunturale, ha rivelato oggi, 13 novembre 2025, che nei primi sei mesi dell’anno il livello di attività economica in Calabria è aumentato in misura moderata, ma più che proporzionale rispetto al resto del Paese. Le stime basate sull’indicatore trimestrale dell’economia regionale indicano un’espansione del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’1,3%, un dato che si attesta come superiore sia a quello nazionale che alla media del Mezzogiorno.
Fatturato, redditività e investimenti aziendali
I risultati del sondaggio congiunturale condotto da Bankitalia tra settembre e ottobre evidenziano una solida crescita del fatturato delle imprese calabresi nei primi nove mesi dell’anno. L’istituto ha rilevato che sia la redditività che la liquidità aziendale si sono mantenute su livelli elevati. Anche l’attività di investimento delle imprese ha manifestato una dinamica complessivamente favorevole. In particolare, si è assistito a segnali di miglioramento nell’industria in senso stretto, dopo un periodo di stabilizzazione registrato lo scorso anno.
Il ruolo trainante dell’edilizia e del PNRR
Un contributo determinante all’espansione del PIL è arrivato dal settore delle costruzioni, la cui attività è rimasta su livelli particolarmente elevati. Tale boom è stato sostenuto primariamente dal segmento delle opere pubbliche, a cui ha contribuito in maniera decisiva la spesa per investimenti degli enti territoriali, favorita dall’avanzamento degli interventi connessi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’attività è cresciuta anche nel terziario, sebbene l’istituto di vigilanza annoti che permangono alcune difficoltà nel comparto del commercio.
Occupazione in vantaggio, consumi in stallo
Sul fronte del mercato del lavoro, la Calabria ha registrato un andamento particolarmente positivo: i livelli occupazionali sono aumentati a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale e del Mezzogiorno. Questo trend favorevole ha coinvolto sia il lavoro dipendente sia la componente del lavoro autonomo. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è diminuito sensibilmente, mentre il tasso di partecipazione alla forza lavoro è rimasto stabile. La crescita dell’occupazione ha continuato a sostenere i redditi delle famiglie calabresi, che sono aumentati anche in termini reali. Nonostante questo, la dinamica dei consumi è rimasta debole, un elemento che Bankitalia attribuisce al basso clima di fiducia che ancora persiste tra le famiglie. Da notare, infine, che l’utilizzo delle misure di sostegno al reddito si è mantenuto su livelli elevati e superiori alla media nazionale.









