Non siamo stati teneri con lui, a partire dalla scorsa campagna elettorale regionale.
E però bisogna riconoscere che Nicola Irto, segretario del Pd calabrese, oltre ad essere un democratico, è anche uno sportivo che conosce quel terreno di gioco che si chiama confronto, anche cazzuto, ma sempre confronto sulla politica, mai sulla persona.
Non come certi permalosoni che ti aprono una “faida” appena ti permetti di scrivere qualcosa che non gli garba.
Nell’intervista che segue, il segretario, crediamo dica cose nuove, ma soprattutto getta le premesse per un’offensiva all’attuale governo regionale. Anche perché, più di qualcuno ha fiutato aria di distrazione dalle parti della presidenza della Regione. Un fattore che il Pd tenterà di sfruttare. D’altro canto, quando un governatore è impegnato a tentare di fottere la quaglia al proprio segretario nazionale, inevitabilmente si liberano spazi che si possono capitalizzare.
Segretario, le ragioni della sconfitta alle regionali, bene o male, le conosciamo. In questa sede ci piacerebbe sapere a che cosa sta pensando per costruire un’alternativa competitiva e pronta ad eventuali colpi di scena, come un’altra fine anticipata della legislatura causa l’incontenibile ambizione del presidente della Regione.
“Non le sarà sfuggito che stiamo dedicando moltissima attenzione al tema della sanità, evidentemente prioritario. L’alternativa si costruisce con delle proposte. In questo senso, noi pensiamo che si debba avviare una battaglia politica per ripartire il Fondo sanitario secondo i bisogni di cure nei singoli territori del Paese. Ancora, non si possono dimenticare e marginalizzare le aree interne, piuttosto escluse dall’assistenza sanitaria e per le quali vanno trovate misure che garantiscano una fiscalità di vantaggio, come abbiamo proposto con nostri specifici emendamenti al Bilancio per il 2026. Di proposte ne abbiamo molte altre, sia di impatto concreto che di qualità: dalla creazione di un sistema unico porto di Messina-aeroporto di Reggio Calabria al potenziamento della 106, al finanziamento dell’Alta velocità ferroviaria. Includo, poi, una mia interrogazione al ministro dell’Interno per la sicurezza di Lamezia Terme e la tutela del suo tessuto economico, firmata anche dalla collega senatrice Rando, responsabile della segreteria nazionale del Pd per i problemi di mafia e legalità. Riguardo al centrosinistra, penso che si debba tutti insieme ascoltare i cittadini, moltiplicare la nostra presenza nei territori e offrire quindi un progetto innovativo e radicale di governo dell’ente Regione. A partire dal recupero della sanità pubblica”.
Le abbiamo rimproverato scarsa autocritica, ovviamente non sarà d’accordo.
“Sono stato abbastanza autocritico. Anzi lo sono ancora, infatti penso che bisognerà cambiare passo soprattutto in alcuni territori”.
Lei e Falcomatà avete ricucito il rapporto?
“Mi viene da sorridere leggendo alcune ricostruzioni di questi giorni come se ci fossero problemi, o ricuciture da fare, tra due persone. Il gruppo comunale e il Pd locale hanno posto questioni importanti che stanno producendo un lavoro, fatto con tutti, per dare risposte concrete alla città”.
Segretario, la credibilità di un partito si misura anche dai nomi. C’è gente che, dopo aver dormito all’opposizione, vorrebbe essere candidata al parlamento.
“Su questo abbiamo un giudizio diverso, o forse andrebbe approfondito meglio. E comunque la serietà si misura dalla capacità e dalla volontà di discutere di questi aspetti all’interno del partito, nel rispetto del ruolo dei giornalisti e della stampa, che fanno bene a pungolare, stimolare e osservare le forze politiche”.
Ci saranno cambiamenti nella segreteria regionale, come cambierà nel breve il partito?
“Cambiamenti anzitutto nella lotta politica, che dovrà essere più convinta, più incisiva, più chiara, più costante. E ampliata da una strutturata e studiata proposta politica, come dicevo prima. Sulla segreteria, sì, faremo dei cambiamenti. Ma non basteranno questi, servirà un lavoro profondo in alcuni territori”.
L’opposizione in consiglio regionale ha iniziato discretamente la legislatura ponendo al centro dell’attenzione la gravità della situazione sanitaria e la scarsa qualità della democrazia calabrese. Poco però si dice sulla invadenza del cerchio magico presidenziale che, in pratica, controlla tutto, il 90% degli enti. Qual è il suo parere?
“I cerchi magici sono sempre pericolosi in ogni ambito, dallo spettacolo al Palazzo e viceversa, perché possono diventare strumenti di accentramento e distorsione del potere, possono far perdere lo sguardo sulla realtà e la bussola del bene comune. Gli enti regionali devono avere un controllo ancora più stringente da parte dell’opposizione. Intanto perché segnali negativi ci sono stati già nella passata legislatura, a partire dalla scarsissima trasparenza di Calabria Film Commission. Dobbiamo costruire tutti insieme un’opposizione esigente, rigorosa e puntuale. Lo vogliono i calabresi, lo richiedono i fatti”.








