24 Giugno 2026
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La “scossa liberale” di Occhiuto a Palazzo Grazioli, da Cannizzaro a Mangialavori: ecco chi c’era

Tra i presenti al convegno manager di primo piano del mondo industriale e delle piattaforme globali. In sala tra i big azzurri anche i colonnelli calabresi Francesco Cannizzaro e Giuseppe Mangialavori

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Palazzo Grazioli non è una sala qualsiasi. È il tempio del berlusconismo, il luogo simbolico dove Silvio Berlusconi costruì potere, narrazione e partito. Tornarci oggi, dopo la sua scomparsa, non è un dettaglio logistico: è un atto politico. Ed è qui che Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, viene accolto come interprete autentico dei valori liberali di Forza Italia. A dirlo non è un passante, ma Andrea Ruggieri, deputato azzurro e padrone di casa, che apre il convegno “In libertà” con parole pesate una per una. “Non lo abbiamo scelto per una corrente, ma perché è l’unico che interpreta concretamente quei valori”. Tradotto dal politichese: non è una corrente, ma potrebbe diventarlo.

Ho voluto Occhiuto qui perché interpreta concretamente i valori che Berlusconi ci ha indicato”, ha dichiarato Ruggieri, spiegando che la scelta “non è legata a una corrente, ma ai fatti concreti”. E rivolgendosi alla platea ha aggiunto: “In politica servirebbero più Occhiuto. Berlusconi ci ha insegnato a essere decisi e gentili”.

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Occhiuto: “Qui per produrre pensiero liberale”

Entrando a Grazioli, Occhiuto ha chiarito subito il perimetro politico dell’iniziativa. “Oggi siamo qui per produrre qualche pensiero liberale”, ha dichiarato ai cronisti, sottolineando il carattere culturale e programmatico del confronto.

Un messaggio ribadito poi dal palco, con toni più netti: “Nessuno aveva intenzione di organizzare questo convegno per fare una corrente. Le correnti sono cose polverose che appartengono al passato”. E l’affondo finale: “Solo il Pd, tra i partiti più masochisti della storia italiana, ha le correnti. Noi vogliamo dare una scossa liberale al centrodestra per rafforzarne l’ala liberale”.

“Sono governatore, metto il mio coraggio nel partito”

Dal palco di Palazzo Grazioli, Roberto Occhiuto ha voluto chiarire la propria posizione personale e politica, respingendo letture legate a obiettivi individuali.
Io non ho altre ambizioni. Il mio ruolo l’ho avuto dai miei concittadini qualche settimana fa”, ha affermato il presidente della Regione Calabria, rivendicando il mandato ricevuto dagli elettori. “Hanno apprezzato il mio coraggio e voglio mettere questo coraggio a frutto anche nel nostro partito di centrodestra, per costruire una Forza Italia più forte”. Una linea ribadita anche in altri passaggi dell’intervento: “Sono un governatore, non ho altre ambizioni personali. Oggi inizia un percorso che serve a rafforzare il partito e, di conseguenza, il centrodestra”.

“Serve una Forza Italia più forte per la rivoluzione liberale”

Nel suo intervento, Occhiuto ha legato il rafforzamento del partito a una prospettiva più ampia. “Voglio costruire una Forza Italia più forte. Serve un partito più solido anche per rafforzare il centrodestra e attuare la rivoluzione liberale”, ha spiegato, definendo il convegno come l’avvio di “un percorso” e non come un episodio isolato.

Tra i passaggi più significativi dell’intervento di Occhiuto anche l’apertura sul fronte dei diritti civili, tema raramente centrale nel dibattito del centrodestra.
I giovani che non vogliono votare a sinistra guardano al centrodestra come a una coalizione esclusivamente conservatrice”, ha osservato. “Occorre aprire la discussione sui diritti civili e sulla libertà della persona. È un tema che un partito come Forza Italia deve avere il coraggio di affrontare”.

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Economia e mercato al centro del dibattito

Il convegno entra nel merito dei temi di politica economica in chiave liberale, con un focus su impresa, innovazione e competitività. Sul palco si alternano figure di peso del mondo imprenditoriale e manageriale come Tony West, vice presidente di Uber, Pietro Labriola, delegato alla transizione digitale di Confindustria, Francesca Cerruti, ceo di Ab Medica, Paolo Barletta, ad di Arsenale Spa, Renato Mazzoncini, ad del Gruppo A2A, Eddie Wilson, amministratore delegato di Ryanair, e Barbara Beltrame, vice presidente del gruppo Afv Beltrame. Accanto a loro, voci del dibattito pubblico come il giornalista Nicola Porro, Roberto Arditti e l’ex parlamentare Stefano Esposito, oltre a Massimiliano Giansanti, presidente di Copa.

La sala gremita e il peso delle presenze politiche

In una sala gremita, seguono i lavori numerosi esponenti di Forza Italia. In prima fila il responsabile dei dipartimenti Alessandro Cattaneo e la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, compagna di Occhiuto, che ha ribadito: “Oggi si discute di pensiero liberale, non della formazione di una corrente. Non ci sono sfide interne all’ordine del giorno”.

Presenti in primissima fila anche Rita Dalla Chiesa, il coordinatore regionale di Forza Italia in Calabria Francesco Cannizzaro, poi ancora Licia Ronzulli, Claudio Lotito. In seconda fila, un pò decentrato ma visibile e presenta, il parlamentare vibonese Giuseppe Mangialavori seduto a fianco di Mario Occhiuto. Davanti a loro Francesco Paolo Sisto, In platea tanti altri parlamentari azzurri, a conferma di un appuntamento percepito come politicamente rilevante. Tra i presenti purel’assessore della Regione Calabria, Gianluca Gallo, il deputato regionale Fi Sicilia, Nicola D’Agostino, Matilde Bruzzone, nuora di Paolo Berlusconi, gli ex parlamentari Luca D’Alessandro, Carlo Giacometto, Massimo Mallegni. In sala il tesoriere di Fi, l’avvocato Fabio Roscioli.

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Messina in sala: “Qui per il tema della libertà”

Tra i presenti al convegno “In libertà” anche Manlio Messina, parlamentare del Gruppo Misto ed ex esponente di Fratelli d’Italia, che ha motivato così la sua partecipazione all’iniziativa promossa da Roberto Occhiuto.
Sono qui per ascoltare degli amici come Andrea Ruggieri, ma soprattutto perché mi sta molto a cuore il tema della libertà, che è al centro di questo convegno”, ha dichiarato Messina, evitando di entrare nel dibattito interno a Forza Italia. Alla domanda sulla possibile nascita di una nuova corrente, la risposta è netta: “Non entro nel merito degli equilibri politici. Oggi si parla di libertà, ed è un tema che mi piace molto”.

Nessuna corrente, ma un messaggio chiaro

Tutti negano la nascita di nuove correnti, ma il contesto parla da sé. Tornare a Palazzo Grazioli, evocare Berlusconi, riunire dirigenti di partito e grandi manager, significa lanciare un segnale preciso: la partita sul futuro del centrodestra passa anche da qui. “Qui si costruisce e basta, attorno ai nostri valori storici, quelli liberali”, ha sottolineato Cattaneo, rivendicando lo spirito dell’iniziativa.

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