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9 Marzo 2026
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Tradimenti, rancori, vendette interne: il centrosinistra si suicida da solo e Faragalli conquista la Provincia di Cosenza

Il candidato del campo progressista Franz Caruso affonda sotto i colpi dei suoi stessi alleati. Una sconfitta che ridisegna gli equilibri politici e archivia l’ipotesi Caruso leader regionale

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Se cattiveria e autolesionismo fossero discipline olimpiche, il centrosinistra cosentino, e per cosentino intendiamo anche quello jonico e tirrenico della provincia più estesa della Calabria, sarebbe campione iridato.

Biagio Faragalli umilia, sia pur in una elezione regolata da quella porcheria di voto ponderato che chiamano antidemocratico, una finta armata fatta di giovani vecchi (Dio mio, quanti se ne annidano nel corpaccione del Pd), di sindaci aspiranti prime donne e di un bel po’ di consiglieri comunali che, nei rispettivi consessi, siedono a sinistra, ma poi tramano con le destre di potere oppure le scelgono semplicemente perché non amano essere considerati numeri scontati. E i risultati oggi si vedono.

La profezia di Faragalli

Essi dimostrano plasticamente quanto avesse ragione il neo presidente del centrodestra, Faragalli, che all’incirca una settimana fa profetizzava con una certa sicumera dal nostro giornale “che non sarebbe stata scontata l’adesione di tutti i consiglieri a sostegno delle maggioranze dei principali comuni governati dall’area progressista (Cosenza, Rende, Corigliano-Rossano, Acri e Castrovillari) al favorito Franz Caruso”. E aveva ragione, l’outsider Biagio.

I tradimenti sull’asse bruzio e sull’Alto Jonio

La dimensione della differenza di voti ponderati tra i due sfidanti racconta di tradimenti eccellenti sull’asse bruzio–alto Jonio, una storia che si ripete, e che aveva già avvantaggiato in precedenza l’ex capo dell’ente intermedio, Rosaria Succurro. Ma anche qualche “compagno di destra” del Tirreno ha impallinato Franz. Senza contare il gran numero di vendette che i tanti delusi dall’ultimo rimpasto della giunta del capoluogo hanno consumato in maniera impietosa, cattiva, appunto, andando loro – big ed ex tali di area dem – a chiedere voti per Faragalli alla luce del sole. Come a dire: “caro Franz, tu mi hai pugnalato al comune, io lo farò alla provincia”.

L’archiviazione dell’ipotesi Caruso

Operazione riuscita, con annessa archiviazione dell’ipotesi Caruso come possibile leader del centrosinistra alle prossime elezioni regionali. Nicola Irto e Annalaura Orrico devono riflettere sulla pochezza (anche umana) di vari dirigenti, animati ormai solo dallo spirito di rivalsa, e non da quello di coalizione. Perdere una provincia, la cui conquista era peraltro alla portata dell’ex campo largo, per un intreccio tossico di rancori, aspirazioni insoddisfatte e inimicizie, è un crimine politico. Ieri notte non ha perso solo Franz Caruso, ma anche Flavio Stasi e Sandro Principe. Da loro ci si aspettava di più.

Vince lo schema Occhiuto-Gallo-Straface

Vince invece lo schema Occhiuto–Gallo–Straface, che ha trasformato il territorio provinciale cosentino in un campo sportivo dove i tre player assoluti della coalizione di governo giocano come l’arancia meccanica di Johann Cruijff, che Iddio lo abbia sempre in gloria.

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