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14 Marzo 2026
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Roma, corteo contro governo, guerra e riforma della giustizia : centinaia in piazza con bandiere e slogan

In piazza studenti, lavoratori e movimenti con bandiere della pace e della Palestina, mentre l’area è presidiata dalle forze dell’ordine

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È partito nel pomeriggio a Roma il corteo promosso dal Comitato per il “No sociale”, che riunisce movimenti, sindacati di base e collettivi studenteschi. La manifestazione è stata organizzata per dire “no al governo Meloni, no alla guerra e no al referendum sulla giustizia” previsto il 22 e 23 marzo.

I manifestanti si sono radunati in piazza della Repubblica e da lì hanno dato il via al corteo diretto verso San Giovanni, uno dei tradizionali luoghi delle grandi mobilitazioni della capitale.

Studenti, lavoratori e movimenti in piazza

Nonostante la pioggia, centinaia di persone hanno raggiunto il punto di partenza della manifestazione. Tra i partecipanti ci sono studenti, lavoratori, attivisti e famiglie, arrivati anche da diverse regioni italiane.

In piazza sventolano bandiere della Palestina, della pace e di vari movimenti e organizzazioni sociali che hanno promosso l’iniziativa, tra cui Usb, Potere al Popolo, Osa e Cambiare Rotta.

Slogan contro guerra e leader internazionali

Già all’interno della stazione metro di piazza della Repubblica sono iniziati cori e slogan contro alcuni leader internazionali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Tra gli slogan scanditi dai manifestanti anche richieste politiche rivolte al governo italiano, con cori che chiedono le dimissioni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Il contesto: il referendum sulla riforma della giustizia

La mobilitazione si inserisce nel clima politico che precede il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, che riguarda tra le altre cose la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

Secondo gli organizzatori, la manifestazione vuole essere una risposta alle politiche del governo e alla situazione internazionale segnata dalle tensioni e dai conflitti in corso.

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