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8 Aprile 2026
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‘Ndrangheta nel Vibonese, nuovo colpo alla locale di Ariola: le immagini del blitz (VIDEO)

Ricostruito il penetrante controllo esercitato sul territorio, Creato un clima di assoggettamento anche attraverso pestaggi, sopraffazioni e vere e proprie spedizioni punitive consumate in danno di privati cittadini, sovente vittime di estorsione

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Nell’odierna mattina, personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari disposte a carico di 54 soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, lesioni aggravate, ricettazione, danneggiamento aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, detenzione di materiale esplodente, estorsione, violenza o minaccia a Pubblico Ufficiale, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento personale, trasferimento fraudolento di valori ed uccisione di animali, tutti aggravati dal metodo o dall’agevolazione mafiosa.

Impegnati circa 350 operatori

L’operazione ha visto impegnati circa 350 operatori, con l’impiego di tutti gli assetti specializzati del Servizio Centrale Operativo e la partecipazione di investigatori provenienti da diverse Squadre Mobili, oltre ad Unità Operative di Primo Intervento, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, unità cinofile (antiesplosivo, antidroga), artificieri, specialisti della Polizia Scientifica e del Reparto Volo di Reggio Calabria. L’inchiesta – coordinata da questa Procura distrettuale e condotta dalla I Divisione dello SCO, dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia e dalla S.I.S.C.O. di Catanzaro – ha riscontrato la piena operatività della consorteria di ‘ndrangheta comunemente nota come “Locale dell’Ariola” e, in particolare, della ‘ndrina facente capo alle famiglie EMANUELE – IDÀ di Gerocarne (VV), attiva nel c.d. comprensorio delle Serre vibonesi, e più segnatamente nei comuni di Gerocarne, Soriano Calabro, Sorianello e Vazzano.

Clan pericoloso

In tale ambito, le indagini hanno ricostruito l’attuale organigramma dell’articolazione criminale, mettendo in luce il penetrante controllo esercitato dal gruppo sul territorio ed evidenziando l’estrema pericolosità dei suoi membri, adusi a creare un clima di assoggettamento anche attraverso pestaggi, sopraffazioni e vere e proprie spedizioni punitive consumate in danno di privati cittadini, sovente vittime di estorsione. L’efferatezza e l’habitus criminale del sodalizio ha trovato riscontro, tra gli altri, nell’episodio che ha visto uno degli indagati esplodere diversi colpi d’arma da fuoco, in pieno giorno ed all’interno del centro abitato, all’indirizzo di alcuni cani randagi transitati dinanzi alla propria abitazione. Nel medesimo contesto, l’effettiva caratura criminale del gruppo investigato ha trovato conferma nell’accertata disponibilità di armi, anche da guerra, il cui uso è parso funzionale, tra gli altri, all’addestramento al tiro degli accoliti. L’inchiesta ha visto inoltre gli indagati impegnati in un solido traffico di stupefacenti nel territorio della provincia di Vibo Valentia, con ramificazioni e contatti in Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, coinvolgendo anche uno dei soggetti già emersi nell’inchiesta “DOPPIA CURVA” di Milano.

Accreditati nel “market” nazionale della droga

A tal riguardo, le investigazioni hanno disvelato l’ormai collaudata filiera che ha consentito ai correi di approvvigionarsi della sostanza in maniera massiva per garantire la saturazione del mercato locale ed accreditarsi nell’articolato “market” nazionale della droga, così facendo della florida attività di spaccio una voce consistente del welfare interno del sodalizio. A tal fine, i membri dell’associazione – legittimati anche da altre organizzazioni criminali con le quali hanno interagito nel corso delle indagini – si sono avvalsi di smartphone di ultima generazione, muniti di elevati standard di cifratura ed attestati sulla nota piattaforma di messaggistica istantanea denominata Sky ecc., pianificando così in sicurezza plurime attività illecite, tra le quali è stata ricostruita anche la compravendita di 566 kg di marijuana e di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

I sequestri

Nel corso dell’attività di indagine, sono stati sottoposti a sequestro oltre 410 kg di marijuana, 1,5 kg di cocaina, 343 grammi di hashish e 29 grammi di eroina, oltre a 4 pistole semiautomatiche, 3 revolver, 1 fucile doppietta calibro 16,1 fucile semiautomatico cal. 12 ed una pistola mitragliatrice con matricola punzonata. Si evidenzia che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva di condanna.

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