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22 Maggio 2026
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Stadio “Ceravolo”, il milione Pnrr diventa un caso: il Comune corre contro il tempo per non perdere i fondi

L’impresa aggiudicataria chiede lo stop al contratto e Palazzo De Nobili interpella le altre ditte. La scadenza del 30 giugno pesa sui lavori per la copertura della tribuna, mentre parte l’iter per la nuova curva “Capraro”

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Il cantiere del “Ceravolo” entra nella fase più delicata proprio mentre la città vive la sua febbre calcistica più alta. Da una parte il sogno sportivo del Catanzaro, dall’altra la partita amministrativa, tecnica e finanziaria sul futuro dello stadio. E dentro questa partita adesso c’è un nodo pesante: il Comune rischia di perdere il milione di euro del Pnrr destinato alla demolizione della vecchia copertura della tribuna e all’installazione della parte centrale della nuova struttura. Il finanziamento riguarda un pezzo preciso del progetto di riqualificazione dell’impianto e deve fare i conti con una scadenza ravvicinata: il 30 giugno. Poco più di un mese per rimettere in piedi una procedura che si è complicata dopo la decisione dell’impresa aggiudicataria di chiedere la rescissione unilaterale del contratto.

Il nodo del milione Pnrr

I fondi erano stati ottenuti durante l’amministrazione Abramo, nell’inverno del 2022. Successivamente l’amministrazione Fiorita aveva avviato la gara e, nell’ottobre del 2024, i lavori erano stati aggiudicati tramite procedura negoziata al consorzio “Krea” di Acireale. Da allora, però, il percorso non si è mai tradotto nell’apertura effettiva del cantiere. Dopo oltre un anno e mezzo non risultano né la firma del contratto né la consegna dei lavori. Interventi che, nella programmazione complessiva, dovrebbero integrarsi con l’altro pacchetto da circa nove milioni di euro destinato alla curva e alle coperture laterali della tribuna.

Ora il passaggio imprevisto: l’impresa siciliana ha chiesto la rescissione unilaterale. Alla base della richiesta ci sarebbe un punto contrattuale ritenuto critico: nel contratto non sarebbero indicate in modo specifico le eventuali linee di finanziamento alternative nel caso in cui le risorse Pnrr non dovessero essere sufficienti.

Palazzo De Nobili cerca una via d’uscita

Il Comune si è mosso immediatamente per evitare che la procedura si blocchi definitivamente. Da Palazzo De Nobili sono state inviate comunicazioni via Pec alle altre due imprese che avevano partecipato alla procedura negoziata, classificatesi seconda e terza: una catanzarese e una del Cosentino.

L’obiettivo è verificare la loro disponibilità a subentrare nell’affidamento. Secondo quanto emerge, ci sarebbero già stati contatti informali positivi, ma ora serve una risposta ufficiale. Ed è proprio il tempo il fattore più problematico: la finestra operativa è stretta, perché gli interventi finanziati con il Pnrr dovrebbero essere completati entro il 30 giugno. Il rischio di perdere il finanziamento, dunque, non può essere escluso. Potrebbe attenuarsi solo nel caso in cui il Governo nazionale decidesse di prorogare la scadenza al 31 agosto, ipotesi considerata possibile ma non ancora sufficiente per abbassare la guardia.

La vecchia tribuna e la corsa contro il calendario

Il milione Pnrr serve per un intervento simbolico e concreto: la demolizione della vecchia copertura della tribuna, realizzata negli anni Settanta, e l’installazione della parte centrale della nuova copertura. È una lavorazione che si lega al più ampio ridisegno dello stadio, ma che segue una linea finanziaria autonoma e soprattutto una tempistica propria. Ed è qui che nasce il problema: se il primo affidamento salta e il subentro di un’altra impresa non avviene in tempi compatibili, la procedura rischia di arrivare troppo tardi rispetto alla scadenza imposta dal finanziamento. Per il Comune, dunque, si apre una doppia esigenza: salvare il finanziamento e, allo stesso tempo, non compromettere l’assetto complessivo degli interventi sullo stadio.

L’altro fronte: aggiudicati i lavori per curva e coperture laterali

Parallelamente, va avanti il pacchetto più consistente dei lavori, quello che riguarda la demolizione e ricostruzione della curva “Capraro” e la realizzazione delle parti laterali della copertura della tribuna. L’amministrazione comunale ha pubblicato la determina di aggiudicazione ufficiale alla ditta “Mirabelli Mariano”. Palazzo De Nobili, in una nota, ha spiegato che “l’importanza del fattore tempo” ha spinto l’amministrazione ad avviare già nei giorni scorsi attività di confronto, sopralluoghi e rilievi, senza attendere il perfezionamento formale dell’intero iter di gara. Ora l’impresa dovrà presentare la progettazione esecutiva degli interventi. Il cantiere dovrebbe procedere per stralci: prima la demolizione della curva, poi la ricostruzione del settore, infine le parti laterali della copertura della tribuna.

La nuova “Capraro” sarà all’inglese

La trasformazione più attesa riguarda proprio la curva. La nuova “Capraro” sarà realizzata come una gradinata all’inglese, più vicina al campo, con struttura in tubolari d’acciaio rivestiti. La capienza prevista è di circa 4.700 spettatori, leggermente superiore a quella attuale. Un intervento che non ha soltanto valore tecnico, ma anche identitario. La curva è uno dei luoghi simbolici del tifo giallorosso e la sua ricostruzione rappresenta uno dei passaggi più delicati del progetto di riqualificazione dello stadio.

L’assessore ai Lavori pubblici Pasquale Squillace ha parlato di “un primo risultato” che apre “un percorso di grande responsabilità verso un’opera altamente simbolica per tutta la cittadinanza catanzarese”. Squillace ha rivendicato il lavoro corale dell’amministrazione e il ruolo determinante degli uffici tecnici, ai quali ha rivolto il ringraziamento di Palazzo De Nobili e della città.

Uno stadio tra sogno sportivo e incognite amministrative

Il “Ceravolo”, dunque, vive due partite contemporaneamente. Quella sportiva, con il Catanzaro lanciato verso un appuntamento storico, e quella amministrativa, fatta di procedure, scadenze, contratti, imprese e finanziamenti da non perdere. La riqualificazione dello stadio resta una delle opere più attese dalla città. Ma il caso del milione Pnrr dimostra quanto fragile possa diventare il percorso quando i tempi della burocrazia si incrociano con quelli, rigidissimi, dei fondi europei. La corsa ora è tutta contro il calendario. Il Comune deve trovare rapidamente una soluzione per non lasciare scoperta una parte essenziale del progetto e per evitare che il finanziamento ottenuto nel 2022 finisca nel capitolo delle occasioni perdute. Perché sul futuro del “Ceravolo” non si gioca solo una partita edilizia: si misura la capacità della città di trasformare un simbolo in un’opera compiuta.

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