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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Animali seviziati e ispezioni pilotate all’Umg di Catanzaro, tre condanne. Un patteggiamento e 7 assolti (NOMI)

Si è chiuso il giudizio di primo grado per undici imputati, giudicati con rito abbreviato, coinvolti nell'inchiesta Grecale

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Tre condanne un patteggiamento e sette assoluzioni per gli dodici imputati, giudicati con rito abbreviato, nel processo Grecale nato da un’inchiesta della Procura di Catanzaro che punta a far luce su un presunto sistema collaudato con la complicità di medici, vertici dell’Università Magna Graecia, dirigenti Asp, professori e ricercatori, orientato alla corruzione, al falso, alla truffa ai danni dello Stato, al maltrattamento e uccisione di animali, utilizzati come cavie negli stabulari dell’Ateneo Umg. Topi decapitati senza anestesia, lanciati contro il muro, soppressi senza rispettare procedure e protocolli, usati in spregio a ogni linea guida e norma sugli esperimenti di animali vivi. 

Le condanne

Il gup del Tribunale di Catanzaro ha condannato il direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Caparello, residente a Sambiase a 4 anni e 8 mesi di reclusione (il pm aveva chiesto 5 anni e 4 mesi); a 4 anni Maria Caparello, residente a Roma, accusata di corruzione perché avrebbe beneficiato di un’ammissione irregolare alla scuola di specializzazione in Farmacologia e tossicologia clinica grazie al presunto rapporto corruttivo tra il padre e l’allora rettore dell’ateneo (il pm aveva chiesto 2 anni e 8 mesi di reclusione); a 9 mesi e 10 giorni Emilio Russo, residente a Catanzaro, sperimentatore e supervisore delle attività di laboratorio (il pm aveva invocato in aula 9 mesi di reclusione).

Il patteggiamento

Ha patteggiato la pena il docente del dipartimento di Scienze della salute dell’Ateneo Antonio Leo, residente a Catanzaro, a 1 anno, 11 mesi e 10 giorni.  

Gli assolti e le richieste della Procura

Il giudice ha assolto Luciano Conforto, residente a Catanzaro, veterinario dell’Asp addetto alle ispezioni negli stabulari (Il pm aveva chiesto 1 anno); Luca Gallelli, residente a Catanzaro, componente della commissione di concorso per l’accesso alla scuola di specializzazione (il pm aveva chiesto 2 anni e 4 mesi; Vincenzo Mollace, residente a Bianco, professore universitario e responsabile scientifico di progetti di ricerca (il pm 1 anno e 4 mesi); Pierfrancesco Tassone, residente a Catanzaro, responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari, rispetto al quale la Procura inizialmente aveva chiesto 2 anni e 6 mesi, oggi in aula depositando una memoria ne ha invocato l’assoluzione. Assolti anche Daniele Torella, residente a Montepaone responsabile scientifico di progetti di ricerca (il pm aveva chiesto 2 anni e 6 mesi), Domenico Voci, residente a Catanzaro, veterinario dell’Asp impegnato nei controlli sui laboratori (il pm aveva chiesto 9 mesi di reclusione e Vincenzo Musolino, residente a Casignana (assolto anche lui come richiesto dal pubblico ministero).

Per altri dieci imputati che hanno scelto di proseguire l’ordinaria udienza preliminare è in corso il processo dibattimentale (LEGGI).

Laboratori di ricerca diventati stanze dell’orrore

Secondo le ipotesi accusatorie all’Università Magna Grecia di Catanzaro, i laboratori di ricerca si sarebbero trasformati in stanze dell’orrore. Un meccanismo rotato che avrebbe fatto sì che le ispezioni nei laboratori da parte dell’Asp fossero “pilotate” per ottenere l’attestazione di regolarità delle ricerche ed evitare la revoca dei finanziamenti ministeriali ammontanti a circa due milioni. L’associazione avrebbe sistematicamente gonfiato o falsificato dati e documentazione per ottenere finanziamenti pubblici destinati alla ricerca e alla sperimentazione. Le truffe riguarderebbero progetti di ricerca con animali vivi, formalmente regolari ma nella sostanza viziati da dati falsi, esperimenti mai svolti o condotti al di fuori delle autorizzazioni ministeriali. Diversi imputati, tra cui docenti e dirigenti dell’Ateneo, sono accusati di aver promosso o ricevuto utilità indebite in cambio della gestione favorevole di gare, convenzioni e incarichi connessi alla sperimentazione animale. Le condotte corruttive sarebbero state orientate a garantire vantaggi personali o accademici, nonché il mantenimento del controllo su procedure e fondi pubblici. Altri avrebbero redatto e trasmesso atti mendaci, tra cui verbali, certificazioni sanitarie, richieste di autorizzazione e relazioni scientifiche – per ottenere permessi alla sperimentazione o per occultare condotte illecite già compiute. Queste falsificazioni sarebbero state funzionali alla prosecuzione delle attività illecite, alla copertura delle irregolarità e all’ottenimento di fondi.

Il collegio difensivo

Impegnati nel processo, con rito abbreviato, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Staiano, Antonella Canino, Salvatore Savastano, Nunzio Raimondi, Elisabetta Giorgi, Giuseppe Pitaro, Vittorio Ranieri. 

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