Nel corso dell’udienza, l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia del calciatore, ha ribadito la solidità dell’impianto accusatorio. “Nel processo ci sono fatti certi e non elucubrazioni e ipotesi”, ha dichiarato, sottolineando come la famiglia Bergamini abbia “subito infamie, insulti e accuse sia sui media che nelle aule di giustizia”. Secondo la parte civile, eventuali ricostruzioni alternative sarebbero prive di fondamento rispetto agli elementi acquisiti nel procedimento.
Lo scontro sulle ricostruzioni della vicenda
Nel suo intervento, la parte civile ha inoltre contestato la versione difensiva sui rapporti tra le persone coinvolte nelle ore precedenti alla morte del calciatore. È stata ribadita la tesi secondo cui sarebbe stato lo stesso Bergamini a essere “chiamato a rapporto” dalla famiglia di Isabella Internò il 18 novembre 1989, giorno della sua morte, contestando la ricostruzione secondo cui sarebbe stato il calciatore a contattare l’ex fidanzata.
La difesa: “Nessuna sorpresa, sarà assoluzione”
Gli avvocati difensori Cataldo Intrieri e Angelo Pugliese hanno replicato definendo il quadro accusatorio privo di elementi nuovi. “Non c’è nessuna sorpresa. Da 15 anni la procura di Castrovillari è impegnata a dimostrare una responsabilità in un evidente caso di suicidio”, hanno affermato, parlando di presunti errori “macroscopici” contenuti nelle decisioni di primo grado.
Le arringhe difensive sono state fissate per il 9 luglio prossimo, quando il collegio giudicante sarà chiamato a proseguire l’esame del caso.








