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4 Giugno 2026
4 Giugno 2026
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‘Disperati del mare’, in 57 sbarcano a Crotone: tra loro donne e bambini. Erano su barca a vela in difficoltà

Operazione complessa della Capitaneria di porto: salvati in mare a circa 80 miglia dalle coste calabresi dopo la partenza da Marmaris. Tra i migranti anche minori e donne. Sbarco coordinato dalla Prefettura e trasferimento al centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto

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In acque internazionali tra Italia e Grecia una barca a vela con a bordo 57 migranti è stata intercettata in condizioni meteo difficili, con mare forza 4 e forte instabilità del mezzo. L’operazione si è rivelata particolarmente complessa per le condizioni del mare e la necessità di garantire il massimo livello di sicurezza durante il trasbordo. Determinante, in fase operativa, anche l’intervento di una nave mercantile in transito, utilizzata come ridosso per attenuare l’impatto delle onde durante le manovre di soccorso.

Lo sbarco a Crotone

L’arrivo in banchina a Crotone è avvenuto poco dopo le 8 del mattino. Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura, con il supporto dell’Ufficio immigrazione della Questura e la sorveglianza delle forze dell’ordine. Attivate tutte le procedure di prima accoglienza e identificazione secondo i protocolli previsti.

Le condizioni dei migranti

Tra i 57 migranti figurano persone provenienti da Iran, Iraq, Afghanistan, Siria ed Egitto, tra cui 11 donne e 6 bambini di età compresa tra i 2 e gli 8 anni, molti dei quali in viaggio con i propri nuclei familiari. Il personale sanitario dell’Asp di Crotone ha effettuato verifiche immediate sul posto: le condizioni generali sono risultate buone, con un solo caso di lieve malore dovuto a mal di mare.

Accoglienza e trasferimenti

Dopo le procedure di identificazione, l’intero gruppo è stato trasferito presso il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto.Si tratta del secondo sbarco in pochi giorni nello stesso scalo: appena tre giorni prima erano arrivate altre 29 persone soccorse da un pattugliatore europeo.

Contesto

L’area del basso Ionio continua a rappresentare una delle principali rotte migratorie nel Mediterraneo centrale, con interventi di soccorso sempre più frequenti da parte delle unità navali italiane ed europee.

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