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4 Giugno 2026
4 Giugno 2026
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Omicidio Amendolara, Gallo: “Non si criminalizzi l’agricoltura calabrese. La Regione sarà parte civile”

Il settore agroalimentare respinge lo stigma della violenza dopo la strage dei braccianti. I risarcimenti del processo saranno destinati interamente al potenziamento delle misure anticaporalato e all'accoglienza.

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La Calabria istituzionale e produttiva respinge con fermezza qualsiasi tentativo di associazione tra il comparto agricolo locale e la criminalità efferata. A margine della presentazione del Merano Wine Festival Calabria, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, è intervenuto duramente sul recente omicidio dei quattro braccianti agricoli avvenuto ad Amendolara, delineando la linea di fermezza della giunta regionale.

Dobbiamo avere rispetto per le vittime, dobbiamo fare in modo che vengano puniti coloro che sono gli autori di questi efferati delitti ma non può essere criminalizzata l’agricoltura calabrese né la Calabria“. Con queste parole l’esponente del governo regionale ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta tra l’intero tessuto economico della regione e gli episodi di sangue, annunciando al contempo la volontà formale di Palazzo dei Normanni di intervenire direttamente nel futuro iter giudiziario.

La costituzione di parte civile e la destinazione dei fondi

La strategia della Regione non si limiterà a una condanna morale, ma si tradurrà in un’azione legale concreta finalizzata al supporto delle fasce più vulnerabili della manodopera agricola. La scelta di chiedere i danni in sede processuale risponde alla necessità di tutelare il percorso di rinnovamento intrapreso dal territorio negli ultimi anni.

“Credo sia giusto che la nostra regione, che in questi anni ha lavorato fortemente sul cambio della propria reputazione, si costituisca parte civile per ottenere un risarcimento che sarà devoluto a vantaggio di politiche volte al miglioramento delle azioni contro il caporalato, a sostegno di chi è migrante e in cerca di una vita migliore, e qui ha trovato la morte in maniera tragica”.

Gli interventi strutturali e il piano per il social housing

Nel rivendicare il lavoro svolto finora, l’assessorato ha ricordato come il contrasto allo sfruttamento del lavoro nei campi sia stato al centro di precise politiche di welfare e integrazione, mirate a smantellare i contesti di marginalità sociale che alimentano l’illegalità.

“In questi anni le nostre azioni sono state tante sul caporalato, con l’istituzione di un apposito tavolo e alcuni progetti che io guidai da assessore al Welfare”. Gallo ha fatto riferimento, tra le varie iniziative, “al progetto Supremo e Supremo plus per la rimozione delle tendopoli nei quartieri ghetto di Rosarno e San Ferdinando. E poi l’azione annunciata dal presidente sul social housing, finanziamenti alle aziende agricole per ristrutturare unità immobiliari e consentire ai lavoratori integrati, lontani dai dormitori e dai quartieri ghetto, di trasferirsi dalle proprie residenze ai luoghi di lavoro. Attraverso questi strumenti abbiamo dato risposte concrete, chiaramente non possiamo rispendere e non può rispondere il popolo calabrese di comportamenti efferati, non consoni a quanto avviene alle nostre latitudini”.

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