La Calabria si colloca al sedicesimo posto in Italia per diffusione delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), lo strumento giuridico che consente ai cittadini di esprimere in anticipo le proprie volontà in materia di cure sanitarie nel caso in cui non siano più in grado di farlo autonomamente. Il dato emerge dal report diffuso dall’Associazione Luca Coscioni, che segnala per la regione un rapporto di una Dat ogni 228 abitanti, evidenziando una diffusione ancora contenuta rispetto ad altre aree del Paese.
Secondo l’associazione, il monitoraggio è stato realizzato attraverso l’Osservatorio Dat, con una rilevazione basata su richieste di accesso agli atti inviate a migliaia di Comuni italiani e aggiornate a dicembre 2025.
Cosa sono le Disposizioni anticipate di trattamento
Le Dat consentono a ogni persona maggiorenne di stabilire in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, non sia più in grado di esprimere la propria volontà. Si tratta di uno strumento previsto dalla normativa sul consenso informato e sul fine vita, pensato per rafforzare il principio di autodeterminazione del paziente.
L’Associazione Luca Coscioni sottolinea come il sistema informativo nazionale sul tema risulti ancora incompleto, anche in assenza di una relazione ufficiale aggiornata da parte del Ministero della Salute.
Le differenze tra le province calabresi
Il quadro regionale mostra differenze significative tra i diversi territori. Il dato più alto si registra a Crotone, che si posiziona tra le province più virtuose a livello nazionale con una Dat ogni 164 abitanti e 592 disposizioni complessive depositate. Segue Cosenza, che si distingue per una diffusione relativamente più ampia rispetto alla media regionale, mentre Reggio Calabria e Vibo Valentia presentano valori intermedi con rapporti simili tra popolazione e numero di dichiarazioni registrate. Catanzaro, infine, risulta la provincia con il dato più basso in Calabria, con un rapporto di una Dat ogni 281 abitanti.
Un tema ancora legato a informazione e consapevolezza
Secondo l’Associazione Luca Coscioni, la diffusione limitata delle Dat sarebbe legata anche a un livello ancora insufficiente di informazione pubblica sullo strumento. Il tema del biotestamento resta quindi fortemente connesso alla consapevolezza dei cittadini rispetto ai propri diritti in ambito sanitario. Il quadro che emerge per la Calabria conferma una situazione eterogenea, con differenze marcate tra le province e un potenziale ancora non pienamente espresso nell’utilizzo delle Disposizioni anticipate di trattamento.









