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18 Giugno 2026
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Caso Eni-Nigeria, ribaltata la sentenza: assolti in Cassazione De Pasquale e Spadaro

La Corte di Cassazione ha assolto i pubblici ministeriannullando senza rinvio la condanna a otto mesi per rifiuto d’atti d’ufficio nel procedimento legato al caso Eni-Nigeria perché "il fatto non sussiste"

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Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento a carico dei magistrati Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, coinvolti nell’inchiesta collegata al caso Eni-Nigeria. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la condanna a otto mesi di reclusione, stabilita nei precedenti gradi di giudizio a Brescia, con la formula “il fatto non sussiste”.

La decisione della Suprema Corte ribalta l’impianto accusatorio che aveva portato, in primo e secondo grado, alla condanna dei due pubblici ministeri per rifiuto d’atti d’ufficio, con pena sospesa.

Le origini del procedimento nel caso Eni-Nigeria

Il procedimento nasce nell’ambito del più ampio filone giudiziario legato alla vicenda Eni-Nigeria – Caso OPL 245, relativo all’acquisizione del giacimento petrolifero Opl 245. Nel corso del processo principale, conclusosi con l’assoluzione degli imputati, era emersa la contestazione relativa alla mancata trasmissione di alcuni atti provenienti da un’altra indagine condotta sul cosiddetto “falso complotto Eni”. Proprio questa vicenda aveva dato origine al procedimento a carico dei due magistrati.

La posizione della Procura generale in Cassazione

Nel giudizio di legittimità, la Procura generale ha chiesto l’accoglimento dei ricorsi, sostenendo l’assenza di qualsiasi rilievo penale nelle condotte contestate. Secondo la ricostruzione dell’accusa, non vi sarebbe stato alcun rifiuto di atti né omissioni rilevanti, ma soltanto scelte processuali ritenute legittime nell’ambito della gestione del fascicolo.

È stato inoltre evidenziato come gli atti oggetto di contestazione non avrebbero avuto i requisiti per essere considerati dovuti in quella fase processuale, escludendo così sia l’elemento materiale sia quello soggettivo del reato.

Il verdetto e la chiusura del procedimento

La Cassazione ha quindi accolto la linea difensiva e quella della Procura generale, disponendo l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna. Con questa decisione si chiude definitivamente il procedimento penale nei confronti di De Pasquale e Spadaro, escludendo la configurabilità del reato contestato e confermando l’assenza di responsabilità penale.

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