Un passo avanti decisivo nel percorso di rafforzamento del sistema integrato dei servizi alla persona. L’Ambito Territoriale Sociale di Soverato ha annunciato l’avvio di 40 Progetti di Vita mirati alla presa in carico integrata dei cittadini più fragili del territorio.
L’iniziativa si sviluppa all’interno del quadro normativo tracciato inizialmente dalla Legge 328/2000 e ridefinito di recente dalla Riforma della Disabilità del 2024 (tramite la Legge 227/2021 e il D.Lgs. 62/2024).
Al centro delle nuove politiche sociali si colloca la personalizzazione degli interventi, strutturata per rispondere ai bisogni complessi dei beneficiari e dei loro nuclei familiari.
Il modello d’intervento e il ruolo delle famiglie
Il Progetto di Vita si configura come un vero e proprio percorso di crescita, autonomia e inclusione pensato per accompagnare le persone con fragilità nelle diverse fasi dell’esistenza. Complessi e strutturati, i progetti nascono grazie all’attivazione dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM).
Il punto di forza del modello risiede nel coinvolgimento diretto dei nuclei familiari, che diventano protagonisti del percorso di progettazione e condivisione degli interventi. Come riporta ansa, la sinergia territoriale vede la collaborazione attiva tra l’Equipe Multidisciplinare di Ambito, il Distretto Sanitario, la Neuropsichiatria Infantile (NPI), il Centro di Salute Mentale (CSM), il Servizio per le Dipendenze (SerD), i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.
La dichiarazione del presidente dell’Ambito Daniele Vacca
“Il nostro obiettivo è costruire una comunità sempre più accogliente, capace di offrire opportunità concrete e di rimuovere ostacoli che limitano la piena partecipazione alla vita collettiva”, ha dichiarato il sindaco di Soverato, Daniele Vacca, che presiede l’Ambito Territoriale.
Il primo cittadino ha espresso il proprio ringraziamento per il lavoro svolto a Paola Grande (responsabile delle Politiche sociali del Comune), alla dottoressa Maria Rosaria Barone (responsabile della Neuropsichiatria Infantile di Soverato), alle dottoresse Maria Concetta LoPrete e Maria Foresta del Distretto Sanitario, oltre che a tutta l’equipe multidisciplinare sul campo.
Verso i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali
L’avvio di questi quaranta percorsi individualizzati non è un caso isolato. Come riferito dall’Ansa, il risultato si aggiunge ai numerosi interventi socio-assistenziali già operativi sul territorio e rientra nel più ampio percorso finalizzato al raggiungimento dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali).
L’obiettivo strategico rimane quello di garantire servizi uniformi, accessibili ed efficaci, continuando a investire nel potenziamento di modelli integrati capaci di mettere al centro il benessere e la dignità della persona.








