25 Giugno 2026
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Il Venezuela trema, la testimonianza di un ristoratore calabrese: “I palazzi ondeggiavano e ballavano senza sosta”

Due forti scosse hanno colpito il Venezuela. Da Caracas parla il ristoratore originario del Cosentino Arturo Guzzo: paura, caos e città in strada dopo il sisma

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Mentre le squadre di soccorso scavano tra le macerie a Caracas e nella cittadina di La Guaira, le testimonianze dei calabresi residenti in Venezuela raccontano l’orrore della notte di terremoto. Arturo Guzzo, 65 anni, ristoratore originario di San Pietro in Amantea (provincia di Cosenza), si trovava al momento delle violente scosse nel suo locale a Sabana Grande: “I palazzi ondeggiavano e ballavano senza sosta, precipitavano pezzi di facciata e non sapevamo cos’altro sarebbe successo, abbiamo temuto cadesse tutto”, racconta Guzzo a Repubblica.

Terremoto magnitudo 7.1 e 7.5 devasta capitale venezuelana

Due terribili scosse hanno scosso il Venezuela intorno alle 18 della sera locale: la prima di magnitudo 7.1, la seconda ancora più devastante di 7.5, secondo quanto riferito dall’United States Geological Survey. Le scosse sono state avvertite con particolare intensità a Caracas, dove migliaia di persone si sono riversate in strada nel panico. Il bilancio finora disponibile è drammatico: 164 morti, circa 1.000 feriti e oltre 10mila dispersi nelle zone colpite. Particolare preoccupazione per la cittadina costiera di La Guaira, a circa 20 km dalla capitale, dove sono decine gli edifici crollati secondo le prime rilevazioni. Le reti telefoniche sono interrotte, il che rende ancora più difficili i soccorsi.

Guzzo a Sabana Grande col ristorante: “Palazzi danzavano, cadevano frammenti facciate”

Arturo Guzzo era presente nel suo ristorante nel cuore commerciale di Sabana Grande insieme alla nuora e alla piccola nipote al momento dell’evento. “Eravamo circondati da hotel e grattacieli che superano i 15 piani di altezza”, racconta il ristoratore cosentino. “L’impressione è stata disumana: gli edifici si muovevano vistosamente, sembravano danzare sotto i nostri occhi. Frammenti di facciate precipitavano giù e nessuno sapeva cosa sarebbe avvenuto attimo dopo attimo. La sensazione è stata che potessero crollare tutte le strutture intorno”. Le scosse hanno avuto una progressione molto lenta: “all’inizio un leggero tremolio, poi un boato terribile, e il movimento diventava sempre più violento. Questo crescendo ha reso tutto ancora più pauroso”, spiega Guzzo.

“Prima cosa ho pensato alla bambina, l’ho presa e sono corso fuori”

L’istinto paterno è stato immediato nel ristoratore di San Pietro in Amantea: “In momenti del genere si pensa subito ai più deboli. Vedendo la mia nipotina, non ho avuto dubbi: l’ho afferrata e sono scappato dal locale senza nemmeno sapere cosa avrei trovato per strada”.

Guzzo descrive la paralisi iniziale: “Siamo rimasti congelati dal terrore, non avevamo idea di quando finisse tutto e di come proteggerci adeguatamente. È una sensazione di totale mancanza di controllo”. La percezione della durata è stata angosciante: “Le scosse sono state lunghissime, diverse decine di secondi, sembrava non finissero mai”.

Zona storica “disastro”, edifici costruiti senza norme antisismiche

Guzzo vive nella zona residenziale più privilegiata, Altamira, una delle aree più moderne e benestanti della capitale. “Fortunatamente tra le persone che conosciamo non ci sono dispersi né abitazioni gravemente danneggiate”, riferisce il ristoratore calabrese. “Però tutti abitiamo nei quartieri più ricchi della città”. Completamente diversa la situazione altrove: “Nella parte storica è un disastro vero e proprio, un inferno totale. Molti edifici risalgono ad anni passati e non rispettano i criteri costruttivi antisismici moderni. Questo rende tutto molto più pericoloso”.

Impossibile dormire, strade piene di gente, telefoni non smettono di suonare

Dopo le scosse, Caracas è rimasta in uno stato di caos organizzato: “Nessuno riesce a dormire. Tutti stanno per le strade oppure cercano disperatamente rifugi che credono più sicuri. Ma in verità, nessuno sa quale sia il posto giusto”, dice Guzzo. “La confusione è totale, le comunicazioni telefoniche continuano a squillare incessantemente. Tutti vogliono fare qualcosa ma ci sentiamo impotenti davanti alla situazione”. Il ristoratore ha trascorso la notte rispondendo a messaggi e telefonate dall’Italia, cercando di rassicurare amici e parenti mentre raccoglieva informazioni dalle persone che conosce in città.

Stato emergenza dichiarato, vigili del fuoco Italia pronti partire

La presidente Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza in Venezuela e il Paese ha richiesto aiuti internazionali. Anche l’Italia valuta un sostegno immediato alla popolazione, secondo quanto comunicato dal governo italiano. Un team dei vigili del fuoco italiani è pronto a partire nelle prossime ore per il Venezuela, riferiscono le agenzie. Le Nazioni Unite e vari Paesi, dagli Usa alla Cina, hanno già comunicato la disponibilità a inviare aiuti umanitari. Rimane la grande incertezza sul numero esatto di italiani intrappolati nelle zone colpite: “L’Italia sta verificando se ci siano connazionali in difficoltà”, dicono gli ultimi rapporti.

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