L’accusa puntava a ribaltare le assoluzioni, ma gli appelli della Dda si fermano prima dell’esame nel merito. La Corte d’appello di Catanzaro ha dichiarato inammissibili le impugnazioni del pubblico ministero contro le pronunce assolutorie contestate nel processo celebrato con rito ordinario nell’ambito dell’inchiesta “Reset”, sul presunto “sistema Cosenza”. A determinare la decisione è stato l’accoglimento di un’eccezione sollevata dall’avvocato Valerio Murgano, coadiuvato dalle avvocate Danila Scicchitano e Amelia Ferrari, nell’interesse di Massimo D’Ambrosio. Una questione che ha prodotto conseguenze sull’intera impugnazione dell’accusa, estendendo i propri effetti anche alle posizioni degli altri imputati nei cui confronti il pubblico ministero aveva proposto appello.
L’eccezione della difesa e lo stop all’impugnazione
Il passaggio decisivo riguarda dunque l’ammissibilità dell’appello della pubblica accusa. La Corte ha accolto la questione posta dalla difesa di D’Ambrosio e dichiarato inammissibile integralmente l’impugnazione del pm. L’effetto non si limita alla posizione dell’assistito di Murgano: investe anche tutti gli altri imputati interessati dall’appello dell’accusa. Si arresta così, davanti ai giudici di secondo grado, il tentativo della Dda di ottenere una revisione delle assoluzioni impugnate.
Il primo grado: 121 imputati e numerose assoluzioni
Il processo ordinario di “Reset” si era concluso in primo grado il 17 luglio 2025, nell’aula bunker di Castrovillari, con una sentenza nei confronti di 121 imputati. A pronunciarla era stato il collegio presieduto da Carmen Ciarcia, con a latere Iole Vigna e Urania Granata. L’accusa era stata sostenuta dai pubblici ministeri Vito Valerio e Corrado Cubellotti. Il verdetto aveva disposto condanne e numerose assoluzioni, comprese quelle di Marcello Manna e Pino Munno. La Dda aveva successivamente impugnato una parte delle pronunce assolutorie. È su queste impugnazioni che interviene adesso la dichiarazione di inammissibilità.
I 28 imputati interessati dalla decisione
L’appello del pubblico ministero riguardava le posizioni di Armando Antonucci, Ariosto Artese, Luigi Berlingieri, Agostino Briguori, Cesare Conte, Massimo D’Ambrosio, Patrizia Drago, Giovanni Drago, Eugenio Filice, Anna Fiorillo, Mario Gervasi, Giovanni Grandinetti, Fabio Giannelli, Simone Greco, Sergio La Canna, Silvia Lucanto, Marcello Manna, Pino Munno, Silvio Orlando, Francesco Papara, Sandro Perri, Antonio Pignataro, Domenico Prete, Andrea Reda, Francesco Reda, Orlando Scarlato, Vittorio Toscano e Cristian Vozza. Per tutte queste posizioni, l’accoglimento dell’eccezione difensiva ha comportato l’inammissibilità dell’impugnazione proposta dall’accusa.
L’inchiesta sul presunto “sistema Cosenza”
“Reset” è l’inchiesta con cui la Dda di Catanzaro ha ricostruito l’ipotesi di una confederazione tra gruppi della ’ndrangheta cosentina, al centro del cosiddetto “sistema Cosenza”. La decisione della Corte riguarda gli appelli dell’accusa nel filone ordinario e le specifiche posizioni interessate. Un passaggio processuale di rilievo: la richiesta di rimettere in discussione le assoluzioni si è fermata sulla questione preliminare sollevata dalla difesa di D’Ambrosio.














