27 Ottobre 2026
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Bufera a San Giovanni in Fiore, il centrodestra attacca il sindaco: “Barile si dimetta, l’immobile finto collabente è uno scandalo etico e fiscale”

Scontro durissimo sulla presunta evasione IMU legata a un immobile di proprietà del primo cittadino: "Accertamenti tecnici inequivocabili, il sindaco ha mentito alla città"

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Una bufera politica travolge il comune di San Giovanni in Fiore. Nel corso di una conferenza stampa convocata nella segreteria politica dell’Olivaro, le forze di opposizione hanno sferrato un attacco frontale contro la massima carica cittadina, chiedendo un passo indietro formale e immediato.
Secondo la ricostruzione presentata dai rappresentanti dell’alleanza, la vicenda contabile ed edilizia legata a un fabbricato di proprietà del primo cittadino avrebbe ormai travalicato i confini istituzionali, trasformandosi in un caso d’etica pubblica non più tollerabile: “Il sindaco Antonio Barile deve dimettersi adesso. Gli accertamenti tecnici sul fabbricato di sua proprietà, dichiarato unità collabente nel 2013, confermano la fondatezza della questione morale che avevamo sollevato lo scorso marzo. Il primo cittadino ha mentito alla cittadinanza ed evaso oltre 70mila euro di Imu, secondo le nostre ricostruzioni”.

Le verifiche dei tecnici comunali e le discrepanze contestate

A sostenere le accuse avanzate dal centrodestra ci sarebbero gli esiti dei riscontri peritali condotti direttamente dagli uffici municipali.
Secondo i dati emersi dal sopralluogo, lo stato dell’immobile non corrisponderebbe alle caratteristiche necessarie per beneficiare delle esenzioni fiscali previste per i ruderi o i fabbricati del tutto inagibili.
I dettagli degli accertamenti evidenzierebbero precise responsabilità e omissioni documentali: “La relazione del Servizio tecnico comunale, protocollata il 26 ottobre, è inequivocabile. L’immobile conserva infatti le strutture principali, le murature, la copertura e tutti gli infissi esterni. Il tetto non presenta le condizioni di fatiscenza dichiarate nella documentazione catastale. Il fabbricato necessita di interventi di manutenzione e ripristino, ma le sue condizioni attuali non corrispondono a quelle di un rudere privo di autonomia strutturale. Sono fatti accertati dai tecnici del Comune, che smentiscono categoricamente la rappresentazione di un edificio del tutto compromesso”.

Gli interrogativi sulla Polizia locale e la richiesta di dimissioni

L’opposizione incalza poi l’amministratore su presunte frizioni interne al comando municipale e sul rispetto delle regole fiscali che valgono per l’intera comunità cittadina.
Le forze di centrodestra chiedono un chiarimento pubblico ed esaustivo su ogni aspetto sollevato, ipotizzando anche lo scontro con i vertici dei vigili urbani: “Barile deve spiegare perché quell’immobile risulti ancora classificato come unità collabente, con le relative conseguenze fiscali. Deve chiarire anche perché la documentazione richiesta dagli uffici comunali non sia stata prodotta nei termini indicati nella relazione. Inoltre, deve rispondere politicamente delle notizie sui contrasti con il comandante della Polizia locale, Rosario Marano, sorti proprio per gli accertamenti sul fabbricato”.
Sotto la lente dei gruppi di minoranza c’è soprattutto il rigore morale richiesto alle istituzioni, giudicato incompatibile con la permanenza alla guida della città: “È intollerabile che il sindaco dia ogni giorno lezioni di moralità agli avversari politici e taccia su questa vicenda tanto grave che lo riguarda di persona. Il primo cittadino ha il dovere di rispettare le regole prima di pretenderne il rispetto dagli altri. La città ha diritto alla verità, alla trasparenza e alla certezza che tutti paghino le imposte dovute”.
La conferenza si è chiusa con un appello formale rivolto agli organi accertatori fiscali e con l’invito perentorio a lasciare la carica: “Chiediamo che si attivino anche gli uffici tributari e l’Agenzia delle Entrate, per il recupero delle somme sottratte. La responsabilità politica, intanto, è già enorme. Barile non ha più scuse, perciò lasci immediatamente la carica di sindaco. San Giovanni in Fiore ha bisogno di un’amministrazione corretta e trasparente”.

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