30 Ottobre 2026
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Sciopero generale, l’Italia in piazza contro carovita e riarmo: scontri a Torino, cortei e trattori da Nord a Sud

Massima allerta della rete di pubblica sicurezza e precettazione dei trasporti disposta dal Mit. Centinaia di migliaia tra studenti, lavoratori e agricoltori invadono i centri urbani chiedendo risorse per sanità, scuola e salari

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Una giornata di imponente mobilitazione sociale attraversa l’intero territorio nazionale per lo sciopero generale proclamato dal sindacato di base Usb, mettendo a dura prova la tenuta dell’ordine pubblico nelle principali aree metropolitane. A Torino la tensione è salita in via Rossini, nei pressi di via Po, dove si sono registrati momenti di contatto e spintoni tra le forze dell’ordine e un gruppo di manifestanti dell’area autonoma. Il blocco di polizia, posizionato per contenere il flusso degli studenti, dei docenti e del personale scolastico, Ã¨ stato superato dai manifestanti che sono riusciti a riaggregarsi al corteo principale prima che le forze dell’ordine arretrassero di un centinaio di metri per consentire il prosieguo della marcia. L’avvio del concentramento torinese in Piazza Palazzo di Città era stato contrassegnato dal rovesciamento di due bidoni di letame davanti al municipio, accompagnato dagli slogan dei promotori dal furgone di testa: “Hanno provato in tutti i modi a bloccare questo sciopero ma oggi questa piazza, insieme a decine di altre in Italia,rispedisce al mittente i tentativi di reprimerci. E al futuro di m… che vogliono darci noi rispondiamo con altra m…”.

A Milano e Roma il dispositivo di prevenzione predisposto dal Viminale ha previsto l’impiego di ingenti sbarramenti e la blindatura dei punti nevralgici per evitare il ripetersi di gravi danneggiamenti urbani. Nel capoluogo lombardo centinaia di aderenti ai collettivi studenteschi, a Potere al Popolo, al centro sociale Lambretta e al sindacato Cub si sono dati appuntamento in piazza Leonardo da Vinci con bandiere palestinesi, cubane e albanesi, modificando il tragitto verso via Bonardi, viale Romagna e piazza Durante per congiungersi con la rappresentanza dei lavoratori. Sul fronte della Capitale,i concentramenti studenteschi partiti dalla Sapienza e dai licei si sono diretti a piazza dei Cinquecento per snodarsi verso i Fori Imperiali attraverso Porta Pia e via Cavour, con sorveglianza rafforzata nell’area del Colosseo e del Circo Massimo,mentre la rete della metropolitana è rimasta operativa al netto dei deviamenti del trasporto su gomma e delle disposizioni di precettazione emanate dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

La risposta del Mezzogiorno: le mobilitazioni di Napoli, Palermo e Pisa

La spinta della protesta ha registrato numeri rilevanti nelle regioni meridionali e nei distretti universitari. A Napoli migliaia di manifestanti tra studenti, lavoratori e intere famiglie hanno mosso i passi dalla zona di piazza Mancini, alle spalle della stazione di Piazza Garibaldi. Un monumentale striscione recante la scritta “con le buone non cambi le cose” è stato calato sulla statua di Garibaldi al centro del piazzale, mentre la fermata della Linea 1 della metropolitana è stata riaperta dopo una chiusura temporanea di un’ora disposta per ragioni cautelari.

A Palermo un serpentone composto da oltre duemila persone ha preso il via da piazza Castelnuovo puntando in direzione del porto cittadino, unendo le vertenze sulla fatiscenza dell’edilizia scolastica e le carenze della sanità pubblica al contrasto del carovita. Tra gli striscioni calati in testa al corteo campeggia la scritta “Reddito e salute per tutti, la crisi la paghino i ricchi”. Analoga cornice di partecipazione si è registrata a Pisa, dove oltre 2.000 persone rappresentanti la sinistra radicale e la popolazione scolastica hanno attraversato i lungarni e l’arteria della via Aurelia.

La mobilitazione in Calabria: piazze piene a Cosenza e trattori in strada

Sul versante calabrese la risposta dello sciopero generale ha visto il concentramento di oltre 1.500 manifestanti a Cosenza.In Piazza Loreto si sono dati appuntamento studenti delle scuole secondarie e dell’università, personale docente,rappresentanze di autotrasportatori, piccoli imprenditori e agricoltori giunti con le proprie motrici agricole per denunciare il costante incremento dei costi di produzione e la pressione del caro carburante. Il corteo ha sfilato lungo i viali principali della città, saldando le rivendicazioni del mondo del lavoro e dell’istruzione regionale contro la perdita del potere d’acquisto e l’aumento delle bollette.

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