31 Ottobre 2026
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Bastonate e auto incendiata per il dirigente all’Urbanistica, il Riesame conferma due misure cautelari a Vibo

Due episodi, avvenuti tra aprile e maggio, al centro dell'inchiesta sulle intimidazioni a un dirigente comunale. Confermate le misure cautelari per un 46enne e un 34enne. Gli investigatori ipotizzano un legame con una pratica edilizia

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Due misure cautelari confermate e un’inchiesta che continua a fare luce sulle intimidazioni ai danni di un dirigente del Comune di Vibo Valentia. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha respinto le richieste di modifica dei provvedimenti disposti dal gip del Tribunale di Vibo Valentia il 4 settembre scorso, lasciando invariato il quadro cautelare per i due indagati. Per un uomo di 46 anni, residente nella frazione di Longobardi, è stata confermata la custodia in carcere. Per un 34enne, che vive nella frazione di Portosalvo, restano invece gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. La vicenda riguarda una serie di gravi episodi ai danni di un funzionario comunale, in servizio nel settore Urbanistica, che sarebbe stato preso di mira in relazione alla propria attività professionale.

Aggressione e incendio dell’auto: i due episodi sotto indagine

La ricostruzione investigativa individua due momenti centrali. Il primo risale al 29 aprile, quando il dirigente sarebbe stato aggredito a colpi di bastone nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. Poche settimane dopo, nella notte del 21 maggio, un secondo episodio: la sua automobile è stata incendiata. Due fatti distinti che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero essere collegati alle funzioni svolte dalla vittima all’interno dell’amministrazione comunale. Gli accertamenti, condotti dalla Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia sotto il coordinamento della Procura, si sono avvalsi anche di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.

L’ipotesi legata a un ordine di demolizione

Tra le piste seguite dagli investigatori emerge un possibile collegamento con un provvedimento amministrativo relativo a un immobile abusivo. In particolare, le intimidazioni sarebbero riconducibili, secondo l’ipotesi accusatoria, a un ordine di demolizione riguardante un fabbricato di proprietà di uno dei due indagati. Le contestazioni a carico dei due comprendono lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a corpo amministrativo, oltre al danneggiamento seguito da incendio dell’automobile del dirigente. Si tratta di accuse al vaglio dell’autorità giudiziaria: la conferma delle misure cautelari non equivale a una dichiarazione di colpevolezza.

La preoccupazione del sindaco e le misure di protezione

Dopo l’incendio dell’automobile, il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, aveva manifestato forte preoccupazione, definendo la situazione uno “scenario inquietante”. Per tutelare il dirigente era stato inoltre predisposto un servizio di accompagnamento della polizia municipale durante gli spostamenti tra la stazione ferroviaria e il Municipio. La decisione del Riesame conferma dunque le misure cautelari già adottate nei confronti dei due indagati, mentre prosegue il percorso giudiziario per chiarire responsabilità e dinamiche delle intimidazioni.

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