6 Novembre 2026
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Appalti e rifiuti, conclusa l’inchiesta su Nardodipace: 8 indagati. Coinvolti il sindaco Loielo e la giunta

La Procura contesta a vario titolo la frode nelle pubbliche forniture, l'inquinamento ambientale e la turbativa d'asta. Il risparmio illecito per lo smaltimento supera gli 81mila euro

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Frode nelle pubbliche forniture, turbativa d’asta, inquinamento ambientale, gestione non autorizzata di rifiuti, sottrazione di cose sottoposte a sequestro e violazione di sigilli. Con questo pesante quadro accusatorio la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 8 persone, tra cui figurano i vertici politici e amministrativi del Comune di Nardodipace.

L’attività investigativa vede coinvolti il primo cittadino Romano Loielo, rieletto alla guida del municipio nel maggio 2023, gli assessori Andrea Franzè e Salvatore Maiolo, il consigliere comunale Antonio Tassone, la segretaria comunale Maria Vittoria Pastore e il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune Massimo Procopio. Insieme a loro figurano tra gli indagati l’imprenditore Gianfranco Belviso e il direttore dei lavori Maurizio Tirone.

La mappa delle discariche abusive e la frode da 81mila euro

L’indagine, condotta sul campo dai carabinieri della Stazione di Nardodipace e articolata in sei distinti capi d’imputazione,ha permesso di fare luce su un sistema di gestione illecita degli scarti edili. Gli accertamenti degli investigatori hanno portato al sequestro di tre vaste discariche abusive all’interno delle quali venivano fatti confluire rifiuti speciali e pericolosi. I volumi di materiali stoccati illegalmente risultano imponenti, con aree che contenevano rispettivamente oltre duemila, 1500 e tremila metri cubi di inerti provenienti sia dalle opere di riqualificazione urbana promosse dall’ente, sia da lavori privati riconducibili al consigliere Tassone.

Secondo la ricostruzione della Procura, la condotta contestata agli amministratori pubblici avrebbe consentito alla ditta esecutrice delle opere di alterare le condizioni economiche dell’appalto e di conseguire un risparmio illecito stimato in oltre 81mila euro, somma che sarebbe stata invece necessaria per il regolare e lecito smaltimento dei materiali di risulta. Al consigliere Tassone viene inoltre imputata la violazione dei sigilli apposti in un’area precedentemente sottoposta a sequestro giudiziario.

I precedenti amministrativi dell’ente

La notifica della chiusura delle indagini riaccende i riflettori sulle vicende amministrative del comune vibonese. Il sindaco Romano Loielo, esponente dell’Udc, vanta una lunga permanenza alla guida dell’amministrazione locale, segnata in passato dal commissariamento dell’ente.

Infatti, due precedenti compagini di governo guidate dallo stesso Loielo erano state sciolte per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata, rispettivamente negli anni 2011 e 2015.

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