Una svolta giudiziaria di grande rilievo restituisce piena operatività a due importanti realtà economiche del territorio. A seguito dell’accoglimento di un’istanza difensiva presentata nel giudizio di secondo grado del processo scaturito dalla nota operazione denominata “Imponimento”, la Corte d’Appello ha disposto la revoca dei sequestri preventivi e la restituzione integrale dei patrimoni aziendali e personali agli imprenditori Antonio Talarico e Giacomo Michienzi.
Il blocco dei beni e le pesanti ripercussioni sulle attività produttive
La vicenda giudiziaria trae origine dal 2020, anno in cui i due imprenditori erano rimasti coinvolti nelle indagini. Antonio Talarico, titolare di una delle più importanti aziende di movimento terra a livello nazionale ed estero, e Giacomo Michienzi, alla guida di una rilevante azienda nel settore alimentare, avevano subito il sequestro dei rispettivi patrimoni immobiliari e dei conti correnti bancari, con la contestuale sottoposizione dei beni all’amministrazione giudiziaria.
Nel corso del giudizio di merito, pur essendo stata accertata una responsabilità per un reato diverso da quello inizialmente contestato, non era stata definita la legittimità del vincolo cautelare, lasciando i beni sotto la gestione degli amministratori giudiziari. In particolare, per Talarico il blocco delle strutture aziendali, dal valore stimato in due milioni di euro, aveva determinato la rescissione immediata dei contratti con enti pubblici e privati, inibendo del tutto l’esercizio dell’attività d’impresa.
La decisione dei giudici e il ritorno alla normale gestione aziendale
Il verdetto emesso al termine del giudizio di appello abbreviato del procedimento “Imponimento” ha completamente ribaltato lo scenario patrimoniale. Accogliendo le argomentazioni e le richieste formulate dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Francesco Gambardella e Gianluca Careri, la Corte ha ordinato il dissequestro e la restituzione della Geotrivel Srl, comprensiva di mezzi, strutture e conti correnti, all’imprenditore Antonio Talarico.
Contestualmente, la stessa misura è stata disposta in favore di Giacomo Michienzi, al quale sono stati restituiti i beni immobili, l’azienda commerciale e i relativi rapporti bancari, ponendo fine a un lungo periodo di gestione commissariale e permettendo ai due imprenditori di riprendere in mano le redini delle proprie attività.














