3 Settembre 2026
3 Settembre 2026
spot_img

Allarme Xylella in Calabria: focolaio a Taurianova, scatta il piano d’emergenza e l’appello degli agronomi

Confermata la presenza del batterio killer in un oliveto in contrada Olivetella. L'Ordine professionale chiede rigore scientifico e indennizzi per le imprese: "Agire con tempestività per salvare l'olivicoltura"

spot_img
spot_img

La conferma ufficiale della presenza di Xylella fastidiosa (sottospecie pauca) nel territorio comunale di Taurianova riaccende l’allerta fitosanitaria in Calabria.
Il batterio killer delle piante, accertato attraverso rigorose analisi molecolari, ha colpito sette alberi di olivo in contrada Olivetella. La risposta della Regione Calabria è stata immediata: con il Decreto dirigenziale n. 14746 del 1° settembre 2026 è stata perimetrata l’area colpita e attivato il Piano d’azione regionale per l’eradicazione rapida del focolaio.
Un intervento fondamentale per tutelare l’intero patrimonio olivicolo della regione, un comparto cruciale per l’economia e l’identità del territorio.

Il focolaio di Taurianova e le zone di restrizione

L’indagine diagnostica, avviata dopo una segnalazione privata e condotta congiuntamente dal Laboratorio fitosanitario ufficiale della Regione Calabria e dal CREA Difesa e Certificazione, ha analizzato 35 piante campionate.
Il decreto individua ora una zona infetta di 50 metri di raggio attorno agli ulivi positivi, dove si procederà all’estirpazione e distruzione delle piante infette e delle specie ospiti sensibili.
Tutt’intorno è stata stabilita una zona cuscinetto di 2,5 chilometri che abbraccia parti dei territori di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. In tutta questa fascia scattano il monitoraggio intensivo, il divieto di movimentazione del materiale vegetale per vivaisti e garden center, e l’obbligo di lavorazioni superficiali del terreno per eliminare gli insetti vettori.

La posizione degli Agronomi: “Diagnosi precoce e zero allarmismi”

A guidare le operazioni devono essere unicamente la ricerca e i protocolli ufficiali. A ribadirlo è Alessandro Guagliardi, presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Calabria:

“La scienza deve orientare le decisioni, le istituzioni devono garantirne l’attuazione e il sistema professionale deve tradurle in interventi corretti sul territorio. La diagnosi precoce rappresenta il principale fattore sul quale possiamo ancora intervenire per evitare che un focolaio circoscritto si trasformi in un problema territoriale di ben altra dimensione. Le conoscenze scientifiche disponibili indicano che, allo stato attuale, non esiste un trattamento in grado di eliminare il batterio da una pianta infetta in pieno campo. Per questa ragione la strategia deve integrare sorveglianza, diagnostica, rimozioni fitosanitarie previste dalla normativa, controllo degli insetti vettori e rigorosa regolamentazione della movimentazione del materiale vegetale. Ogni ritardo può aumentare il rischio di diffusione e amplificare il danno economico e ambientale”.

Contenimento vettori e raccomandazioni per gli agricoltori

Il contenimento dell’epidemia passa inevitabilmente dalla lotta ai vettori del batterio, come la spudorina (Philaenus spumarius). Michele Valenzise, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Reggio Calabria, sottolinea la necessità di coordinamento da parte degli operatori: “Il Piano consente di distinguere con chiarezza obblighi e raccomandazioni in funzione del livello di rischio. Proprietari, conduttori, operatori professionali e cittadini devono attenersi alle disposizioni del Servizio fitosanitario regionale, evitando iniziative autonome. La tutela del paesaggio non può essere contrapposta alla tutela fitosanitaria. Il paesaggio olivicolo è un sistema vivente, produttivo e culturale: non coincide con la semplice conservazione del singolo albero, ma con la salvaguardia dell’intero patrimonio vegetale e della sua continuità nel tempo. Quando la scienza e la normativa prescrivono interventi finalizzati all’eradicazione di un organismo da quarantena, tali misure devono essere attuate con rigore, proporzionalità, tracciabilità e sotto il controllo del Servizio fitosanitario”.
Per ridurre il rischio di trasferimento passivo degli insetti si raccomanda anche di pulire abiti e calzature prima di salire sui veicoli ed evitare soste prolungate in prossimità delle piante ospiti.

Impatto economico, indennizzi e tavolo tecnico permanente

Le conseguenze di un’eventuale progressione dell’infezione rischierebbero di travolgere il reddito agricolo, il valore dei terreni, l’occupazione e l’intero settore vivaistico. Gli Agronomi calabresi sostengono fermamente la necessità di affiancare alle misure sanitarie specifici strumenti di sostegno finanziario e indennizzi diretti per gli agricoltori colpiti.
Per coordinare al meglio le attività, la Federazione chiede la creazione immediata di un tavolo tecnico-scientifico permanente che veda la partecipazione di Regione, ARSAC, CREA, Università Mediterranea di Reggio Calabria, enti locali e organizzazioni di categoria, così da mettere a sistema tutte le competenze disponibili.
“La Calabria dispone di competenze scientifiche, tecniche e professionali di elevato livello. Dobbiamo metterle a sistema e agire con unità, trasparenza e rapidità. È questa la strada per tutelare contemporaneamente ambiente, paesaggio e imprese”, conclude il presidente Guagliardi.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor