Prima di rientrare a casa con la neonata Cecilia, Enrica e Costantino hanno fatto una tappa a Paravati. Sono arrivati da Polistena con la piccola tra le braccia e il primogenito Giuseppe Pio per pregare sulla tomba di Natuzza Evolo. Una scelta che avevano già fatto alla nascita del loro primo figlio. “Anche Giuseppe Pio è un piccolo miracolo per noi”, dice Enrica. “Appena dimessi dall’ospedale lo abbiamo portato qui, prima ancora di entrare a casa. Oggi non potevamo che tornare a ringraziare mamma Natuzza”. La donna racconta di aver affrontato due gravidanze difficili e di aver trovato nella fede la forza per attraversarle.
Il fiocco rosa ricevuto prima di sapere
Enrica ricorda in particolare una visita a Paravati nelle prime settimane della gravidanza di Cecilia. “Avevo già avuto delle problematiche. Siamo venuti qui e un signore, nel negozietto vicino alla tomba, ci ha regalato spontaneamente un fiocco rosa. Non sapevo ancora se aspettassi un bambino o una bambina”. Quel fiocco è rimasto in casa come segno di speranza. Qualche settimana più tardi, Enrica e Costantino hanno scoperto che sarebbe nata una femmina. “Per noi è stato proprio un segno”, racconta la madre. È il significato che la famiglia attribuisce a quell’episodio, custodito durante i mesi di attesa.
“La parte più difficile è affrontare la paura”
Costantino parla dello sconforto vissuto dalla coppia e della forza trovata nelle preghiere. “La situazione da affrontare è quella dello sconforto, della paura”, dice. Poi guarda la moglie e i bambini: “La mia emozione oggi è averli tutti e due qui davanti”. Dopo quattro giorni di ricovero, il primo viaggio di Cecilia è stato dunque a Paravati, al santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.













