Diverse voci della comunità di San Mazzeo e del Comune di Conflenti chiedono al Vescovo di Lamezia Terme, Mons. Serafino Parisi, di rivedere l’assetto pastorale appena definito per il territorio. Al centro della richiesta c’è la nomina di Don Nahum a parroco di Conflenti. Una scelta accolta con grande favore. “Conosciamo Don Nahum da anni. Il suo periodo come vice parroco della Basilica di Conflenti gli ha permesso di costruire un legame autentico con tutta la comunità”, si legge nella lettera aperta inviata al Vescovo. “A San Mazzeo in particolare lo si attende con affetto e stima. È una persona che unisce”. Ed è proprio da questo apprezzamento che nasce il nodo. Non si comprende la decisione di affidare la cura pastorale della frazione di San Mazzeo al parroco di Martirano Lombardo, mentre a Don Nahum viene assegnata anche la comunità di Martirano Antico.
“Una soluzione diversa sarebbe stata più naturale”
“Con il massimo rispetto per le decisioni dell’autorità ecclesiastica, ci permettiamo di osservare che una soluzione diversa ci sarebbe sembrata più naturale e coerente”, prosegue il testo. “Sarebbe stato più logico affidare Martirano Antico al parroco di Martirano Lombardo, in virtù del consolidato legame storico e territoriale tra quei due comuni. E consentire invece a Don Nahum di dedicarsi interamente all’intero territorio del Comune di Conflenti, di cui è stato nominato parroco”.
Il timore di una frattura tra centro e frazioni
Il timore espresso è che questa scelta possa allargare una frattura già esistente tra il centro di Conflenti e la frazione di San Mazzeo. “La Chiesa ha la missione di costruire ponti, abbattere divisioni e rafforzare il senso di appartenenza ad un’unica comunità. Avere guide pastorali differenti all’interno dello stesso Comune rischia di produrre l’effetto opposto, alimentando una percezione di separazione anziché di comunione”.
Si precisa che non si tratta di una rivendicazione campanilistica né di una critica ai sacerdoti, “ai quali va il nostro rispetto e la nostra gratitudine per il servizio che quotidianamente svolgono”. È piuttosto “l’espressione di un sentimento diffuso tra tante persone che desiderano vedere tutta la comunità di Conflenti, centro e frazioni, accompagnata da un’unica guida spirituale”.
L’appello al Vescovo Parisi
Da qui l’appello finale a Mons. Parisi: “Valutare nuovamente questa organizzazione pastorale. Siamo convinti che Don Nahum, per la conoscenza del territorio e per il rapporto di fiducia costruito negli anni con tutte le comunità conflentesi, possa rappresentare un punto di riferimento per l’intero Comune, contribuendo a rafforzare quel senso di unità che la Chiesa è chiamata a testimoniare ogni giorno”.
La lettera si chiude con un’espressione di stima e fiducia nel ministero del Vescovo, e con l’auspicio che questa riflessione venga accolta come “il contributo di fedeli che amano profondamente la propria comunità e desiderano vederla sempre più unita”.












