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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Da simbolo di criminalità a centro di aggregazione: la rivoluzione sociale della “Villa Bunker” di Conflenti

Restituito alla collettività grazie al Pon Legalità, il bene confiscato ospiterà laboratori didattici, agricoltura sociale e percorsi di inclusione, promuovendo sviluppo e cultura della legalità

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Non una semplice cerimonia istituzionale, ma un passaggio dal forte valore simbolico, civile e umano. Questa mattina a Conflenti è avvenuta la consegna ufficiale di “Villa Bunker”, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività grazie al progetto “Una Fattoria Sociale”, promosso dal Comune di Conflenti e finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito del PON Legalità FESR 2014–2020.

In località San Mazzeo – contrada Venti Palmi, alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno Wanda Ferro, del Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, del Presidente della Provincia Mario Amedeo Mormile, del sindaco di Conflenti Francesco Emilio D’Assisi, delle Forze dell’Ordine, del mondo della scuola e di numerosi cittadini, un luogo per anni chiuso e carico di ombre ha cambiato definitivamente volto. La benedizione della struttura, impartita da don Giovanni Marotta, ha suggellato un passaggio non solo amministrativo ma profondamente culturale. La cerimonia è stata moderata dalla giornalista Alessia Burdino.

Da simbolo di illegalità a spazio di inclusione

“Villa Bunker” diventa oggi una fattoria sociale e didattica, uno spazio aperto, accessibile e condiviso, pensato per accogliere persone fragili, giovani, famiglie, associazioni e scuole. L’obiettivo è generare inclusione, apprendimento, lavoro e relazioni, trasformando un bene sottratto alla criminalità in una infrastruttura sociale permanente.

L’intervento rientra nel Programma Operativo Nazionale “Legalità” FESR 2014–2020 – Asse 3, dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso il recupero dei beni confiscati alle mafie. Un progetto avviato dalla precedente amministrazione comunale e portato a compimento dall’attuale, che ne ha raccolto l’eredità e l’impegno.

Il sindaco D’Assisi: “Una vittoria dello Stato e dei cittadini onesti”

Visibilmente emozionato, il sindaco Francesco Emilio D’Assisi ha parlato di una giornata destinata a segnare un prima e un dopo per la comunità conflentese: “Oggi restituiamo alla nostra comunità un luogo che per troppo tempo è stato simbolo di illegalità e prevaricazione. Un luogo che faceva paura, che divideva. Oggi diventa invece un presidio di legalità, lavoro e solidarietà“.

Questo fabbricato confiscato alla mafia è una vittoria dello Stato e delle istituzioni, ma soprattutto dei cittadini onesti che non si sono mai rassegnati“, ha aggiunto, sottolineando come la nuova fattoria sociale produrrà valore educativo, sociale e ambientale.

Rivolgendosi ai giovani presenti, il primo cittadino ha concluso: “Questo luogo parla soprattutto ai ragazzi: dice che le cose possono cambiare e che la legalità non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana“.

Mormile: “I beni confiscati devono diventare presìdi di comunità”

Il Presidente della Provincia di Catanzaro Mario Amedeo Mormile ha inquadrato l’iniziativa in una visione istituzionale più ampia: “È fondamentale contrastare ogni forma di ambiguità: o si sta dalla parte della comunità e della legalità, o da quella del crimine“.

Secondo Mormile, progetti come quello di Conflenti dimostrano che i beni confiscati possono diventare motori di sviluppo sano, capaci di generare opportunità economiche, sociali e turistiche: “Questi luoghi devono essere restituiti allo Stato come spazi vivi, non lasciati al degrado“.

De Rosa: “Lo Stato vince quando restituisce i beni alla collettività”

Molto intenso l’intervento del Prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, che ha richiamato il valore della credibilità delle istituzioni: “Lo Stato non è lontano: è una presenza concreta che cammina accanto ai territori. La sicurezza è il frutto di un lavoro di squadra”.

Il Prefetto ha ricordato come l’abbandono dei beni confiscati rischi di indebolire l’azione dello Stato: “Lo Stato si afferma davvero solo quando quei beni vengono recuperati e restituiti alla comunità. Qui a Conflenti questo è accaduto”.

Wanda Ferro: “In Calabria destinati 3.820 beni confiscati”

Il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro ha parlato di una doppia vittoria dello Stato, fornendo anche dati significativi: “Prima la confisca, poi la restituzione alla comunità: è così che lo Stato vince davvero. In Calabria sono stati destinati 3.820 immobili, di cui 444 in provincia di Catanzaro“.

Un dato in forte crescita: “Nel triennio 2023–2025 le destinazioni dei beni confiscati sono aumentate del 197% rispetto al triennio precedente“.

Secondo Ferro, il progetto di Conflenti rappresenta un modello virtuoso: “Qui nasce un luogo di incontro intergenerazionale, di agricoltura sociale, di sostenibilità e valorizzazione delle tradizioni locali. È così che si restituisce futuro alle comunità“.

Un investimento che genera futuro

Con un investimento complessivo di 686.531,44 euro e una durata progettuale di 24 mesi, “Una Fattoria Sociale” non è solo un’opera conclusa, ma una promessa mantenuta: trasformare un simbolo di paura in un luogo di speranza, legalità e sviluppo per l’intero territorio.

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