24 Settembre 2026
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Intelligenza artificiale, Zuppi a Tiriolo: “Lo strumento non deve vincere su chi lo utilizza”

Il presidente della Cei interviene al forum Harmonic Innovation e richiama la centralità della persona nel rapporto con l'intelligenza artificiale

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“Ho molta speranza, non perché non ci siano rischi. Ho molta speranza che in realtà saremo in grado di non far comandare, come qualcuno giustamente paventa, l’intelligenza artificiale, ma restare sempre noi quelli che la orientano e ne fanno davvero uno strumento”. È il messaggio lanciato dal presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi, intervenuto a Tiriolo nell’ambito di “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”, il forum promosso da Entopan in collaborazione con Harmonic Innovation Group e con il patrocinio gratuito del Centro di Alta Formazione Laudato Sì.

Zuppi: “Fondamentale capire per chi usare l’intelligenza artificiale”

Nel suo intervento, il cardinale ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, persona e innovazione, richiamando anche i contenuti dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, al centro dei tre giorni di confronto in Calabria.

Per Zuppi, uno degli interrogativi fondamentali non riguarda soltanto come utilizzare l’IA, ma soprattutto “per chi” utilizzarla. “Mi sembra – ha spiegato – che la chiarezza della proposta di Papa Leone è quella di avere chiaro chi deve usarla e per chi usarla”.

Il presidente della Cei ha quindi sottolineato la crescente pervasività degli strumenti di intelligenza artificiale. “La pervasività dell’intelligenza artificiale è tale che in realtà pensi tu di gestire ma qualche volta viene il dubbio che in realtà anche tu sei gestito”, ha osservato.

Da qui l’importanza, secondo Zuppi, della domanda sul destinatario e sulla finalità dell’innovazione: “Questo ‘per chi’ è sempre fondamentale: ti fa capire quello che serve e quello che non serve, mette le cose in un certo ordine, che dovrebbe essere sempre a favore dell’umanità e della bellezza, della grandezza dell’umanità”.

“Lo strumento non deve vincere su chi lo utilizza”

Il ragionamento del cardinale si è concentrato quindi sul rapporto tra strumento tecnologico e persona. Se viene meno la centralità dell’essere umano, ha sostenuto Zuppi, si rischia che sia la tecnologia a prevalere su chi dovrebbe utilizzarla.

“Se questo non c’è o addirittura viene minacciata, vuol dire che lo strumento ha vinto su quelli che l’hanno utilizzato”, ha affermato durante il confronto di Tiriolo.

La prospettiva indicata dal presidente della Cei passa invece dalla capacità delle persone di mantenere un ruolo attivo nell’orientamento dell’innovazione, senza ignorare i rischi associati allo sviluppo dell’IA.

La centralità delle relazioni umane e spirituali

Nel suo intervento Zuppi ha poi allargato la riflessione alla necessità di rafforzare le relazioni umane nell’epoca della tecnologia.

“A maggior ragione” è necessario, secondo il cardinale, “potenziare la relazione umana e aggiungerei anche quella spirituale”. Non soltanto il confronto diretto, la presenza e il senso di comunità, dunque, ma anche la dimensione spirituale viene indicata come elemento distintivo dell’esperienza umana.

“È quello che ti permetterà di essere sempre autonomo, di non finire per diventare un automa”, ha aggiunto Zuppi, individuando nell’autonomia della persona uno degli elementi da preservare nel rapporto con le nuove tecnologie.

Il forum di Tiriolo e il ruolo della Calabria

L’intervento di Zuppi si è inserito nella seconda giornata di Harmonic Innovation, iniziativa che si svolge dal 23 al 25 settembre tra Simeri Mare e Tiriolo e che riunisce rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale, finanziario, accademico e religioso per discutere delle trasformazioni legate all’innovazione tecnologica. La giornata centrale si svolge all’Harmonic Innovation Hub “Pitagora” di Tiriolo.

Il cardinale ha espresso inoltre apprezzamento per il fatto che il progetto abbia origine nel Sud Italia e in Calabria. “Credo che ci sia un’inversione di tendenza, che tantissime nuove esperienze sorgono dal Sud. E questo deve e ci deve fare molto piacere”, ha detto.

Il forum proseguirà con ulteriori confronti sul rapporto tra tecnologia, lavoro, impresa e società, nell’ambito di un percorso che, dopo la tappa calabrese, prevede altri appuntamenti internazionali

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