24 Settembre 2026
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Corigliano-Rossano deposita il dossier per Capitale della Cultura 2029: “Abbiamo tracciato una rotta per il futuro”

Il Comune ha completato una delle tappe centrali del percorso. Nei prossimi giorni la presentazione pubblica alla cittadinanza

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Corigliano-Rossano compie un passaggio decisivo nel percorso verso la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029. Il Comune ha infatti depositato ufficialmente il dossier di candidatura, completando la fase di elaborazione della proposta e aprendo ora quella della selezione nazionale.

Il progetto, intitolato “Della Pietra e dell’Oro”, nasce da un lavoro che ha coinvolto istituzioni, enti culturali, università, associazioni e realtà scientifiche, anche oltre i confini italiani. I contenuti del dossier saranno illustrati pubblicamente alla cittadinanza nei prossimi giorni, quando l’Amministrazione comunale presenterà la visione complessiva e le principali linee progettuali.

“Della Pietra e dell’Oro”, la visione della candidatura

La proposta di Corigliano-Rossano si sviluppa attorno a due direttrici principali, pensate per collegare la storia della città alla sua identità contemporanea.

La prima riguarda la scrittura, elemento che attraversa secoli di storia locale. Dal Codex Purpureus Rossanensis agli archivi storici, passando per la scrittura musicale di Valente e quella di Giovan Battista Palatino, il progetto individua un percorso che conduce simbolicamente dal “Codex” al “Codice”, mettendo in relazione la tradizione della scrittura con l’evoluzione digitale.

Il secondo asse è invece quello della “Città Ponte”, una definizione che punta sulla capacità del territorio di mettere in relazione culture, comunità e tradizioni differenti.

Corigliano-Rossano viene così descritta come una realtà nella quale convivono la dimensione occidentale e i legami con l’Oriente, le tradizioni silane e quelle marinare, i dialetti calabresi e le lingue delle comunità che nel tempo hanno mantenuto rapporti con l’altra sponda dell’Adriatico.

È proprio dall’intreccio tra queste due direttrici che nasce il titolo “Della Pietra e dell’Oro”, la cui origine e il cui significato saranno approfonditi durante la presentazione pubblica del dossier.

Stasi: “Non solo un titolo prestigioso, ma una visione per la città”

Il sindaco Flavio Stasi ha sottolineato il significato politico e progettuale della candidatura, evidenziando come il lavoro svolto abbia prodotto un risultato che va oltre la competizione nazionale.

“Con la consegna del dossier raccogliamo il frutto di mesi di lavoro, confronto e costruzione – dichiara Stasi – ed è sinceramente motivo di grande orgoglio proporre la nostra città a concorrere per il titolo di Capitale Italiana della Cultura”.

Per il sindaco, la candidatura rappresenta anche un’occasione per rafforzare la consapevolezza del patrimonio della città e definire una prospettiva di sviluppo.

“Come ho detto in altre occasioni e su altri temi, quello di riconoscere ed essere consapevoli del nostro valore è uno dei percorsi più straordinari che dobbiamo affrontare insieme, come comunità, in questi anni”, afferma Stasi.

E aggiunge: “Concorreremo per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso ed un titolo prestigiosissimo, ma abbiamo anche tracciato un percorso chiaro di sviluppo della città, una ulteriore visione della città che siamo stati, che siamo e che intendiamo costruire e questa rappresenta, di per sé, una vittoria”.

Il sostegno del territorio e le relazioni internazionali

Un altro elemento sottolineato dall’Amministrazione riguarda la rete di istituzioni e realtà culturali che hanno aderito al progetto.

Alla candidatura hanno dato il proprio sostegno 27 comuni calabresi appartenenti alla Rete Turistica, alla Rete delle Comunità Arbëreshe o alla Rete del Cammino di San Francesco, insieme all’associazione “Terrae Magna Grecia – Rete Turistica”.

La dimensione della candidatura si estende inoltre oltre i confini regionali e nazionali. Particolare rilievo viene attribuito ai rapporti con Berat, in Albania, e con San Paolo, in Brasile.

Il legame con la città albanese viene ricondotto alla comune eredità mediterranea e bizantina e alla presenza delle comunità arbëreshe in Calabria. Il rapporto con San Paolo è invece collegato alla storia delle migrazioni calabresi, alla memoria delle comunità di origine e alla devozione per l’Achiropita.

Secondo Stasi, queste relazioni contribuiscono a dare alla candidatura una dimensione internazionale fondata su cultura, memoria, identità e scambio tra comunità.

Università, istituzioni e mondo della cultura nella candidatura

Nel progetto sono coinvolte numerose istituzioni regionali e nazionali. Tra i sostenitori citati dal Comune figurano il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Paolo Piacenza, il presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli e il presidente della Camera di Commercio di Cosenza Klaus Algieri.

Nel percorso sono inoltre coinvolti il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, l’Eparchia di Lungro, i Parchi Archeologici di Sibari e Crotone, il Museo Diocesano e del Codex e numerose associazioni ed enti culturali.

Stasi ha evidenziato il valore di questa rete di adesioni: “Il forte sostegno di tantissime istituzioni, autorità scientifiche e culturali dimostra soprattutto come la Cultura rappresenti un’arma di costruzione di massa potentissima, trasversale, che non conosce distanze fisiche, linguistiche, politiche e religiose”.

Il Board scientifico del dossier

A supporto della candidatura è stato costituito anche un Board Scientifico composto da docenti universitari, studiosi, professionisti e rappresentanti del mondo culturale.

Ne fanno parte, tra gli altri, Vincenzo Piro, docente dell’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne; Vincenzo Fortunato, direttore della Scuola di Scienze dell’Amministrazione Pubblica dell’Università della Calabria; Maria Mirabelli, direttrice del Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Unical; Mauro La Russa, docente del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Unical; e l’ex prorettore Franco Altimari.

Nel gruppo figurano inoltre il direttore del Conservatorio Francesco Perri, Carmelo Gallo, Lorenzo Bongirolami, Agata Febbraro, Anna Maria Brunetti, Pino Scaglione, Alessandra Mazzei, Rosa Assunta Matteo, Francesco Filareto, Tonino Caracciolo, Mario Greco, Giorgio Tricarico e Nino De Gaudio.

La candidatura entra nella fase nazionale

Con il deposito del dossier, Corigliano-Rossano entra ora ufficialmente nella fase nazionale della procedura per la selezione della Capitale Italiana della Cultura 2029.

Il prossimo appuntamento sarà la presentazione pubblica del progetto alla cittadinanza. Data, luogo e modalità dell’iniziativa saranno comunicati nei prossimi giorni.

Sarà quella l’occasione per conoscere nel dettaglio i contenuti di “Della Pietra e dell’Oro”, il progetto con cui Corigliano-Rossano intende raccontare il proprio patrimonio storico e culturale e, allo stesso tempo, delineare una prospettiva di sviluppo per il futuro.

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