La Calabria torna sotto i riflettori del Gratta e Vinci. A Varapodio, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria, un biglietto della serie “Tombola Super” ha fruttato una vincita da 50mila euro. Il tagliando fortunato è stato acquistato in un esercizio commerciale di via Virdia. La notizia è stata riportata da Agipronews, che segnala l’episodio come uno degli ultimi colpi messi a segno nella regione dalle lotterie istantanee.
Un mercato che non accelera né frena
Al di là dell’episodio, il quadro generale del gioco legale in Calabria restituisce un’immagine di sostanziale continuità. Secondo i dati elaborati da Agipronews sul 2024, la spesa — intesa come raccolta al netto delle vincite — si è mantenuta sugli stessi livelli dell’anno precedente, attestandosi intorno ai 450 milioni di euro. Un dato che descrive un settore senza scossoni, in equilibrio tra domanda e offerta, senza segnali di contrazione ma neppure di espansione marcata.
Lotterie istantanee in controtendenza
Dentro questo scenario stabile, a muoversi sono soprattutto le lotterie istantanee. Nel 2024 la spesa collegata a questa tipologia di gioco è salita a 83 milioni di euro, contro i 77 milioni registrati nel 2023, con un incremento del 7,7%. Un aumento che, secondo Agipronews, conferma il ruolo dei Gratta e Vinci come segmento più dinamico del comparto, anche in contesti territoriali dove il resto del mercato resta fermo.
Il peso della provincia di Reggio Calabria
Un segnale, seppur contenuto, arriva anche dalla provincia di Reggio Calabria. Nei punti vendita del territorio, la spesa complessiva nel 2024 ha raggiunto i 145 milioni di euro, segnando un +3,5% rispetto ai 140 milioni dell’anno precedente. Un incremento lieve ma costante, che si inserisce nella tendenza regionale di stabilità con alcune aree in moderata crescita.
I numeri, senza enfasi
I dati diffusi da Agipronews delineano quindi una Calabria in cui il gioco pubblico non registra variazioni strutturali, ma mostra differenze interne tra comparti e territori. La vincita di Varapodio si colloca in questo contesto come un episodio puntuale, senza modificare l’andamento complessivo del settore.












