Un appello alle istituzioni affinché venga valutata con la massima urgenza la situazione di sicurezza della sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, e dei suoi familiari. A lanciarlo è La Tazzina della Legalità, associazione culturale presieduta da Sergio Gaglianese, che ha rivolto la propria richiesta al ministro dell’Interno e al prefetto di Reggio Calabria.
L’intervento arriva dopo la convocazione della prima cittadina presso la Prefettura di Reggio Calabria. Secondo quanto riferito dall’associazione, al momento non sarebbero state adottate misure concrete di tutela nei confronti della sindaca e della sua famiglia. Si tratta di una circostanza che l’associazione chiede alle autorità di verificare e valutare nell’ambito delle rispettive competenze.
Gaglianese sollecita in particolare una risposta tempestiva, ritenendo che la situazione descritta non possa essere affrontata attraverso tempi amministrativi incompatibili con una possibile esigenza di prevenzione.
“La sicurezza della sindaca e della famiglia va valutata subito”
Nel documento indirizzato alle autorità, il presidente de La Tazzina della Legalità sottolinea il livello di esposizione istituzionale della sindaca e il contesto territoriale nel quale esercita il proprio mandato.
“La Dott.ssa Scarcella opera come Sindaca in un territorio, quello di Gioia Tauro, caratterizzato da una presenza criminale particolarmente radicata e da un elevatissimo livello di rischio”, scrive Gaglianese, chiedendo che la posizione della prima cittadina venga sottoposta a una “valutazione tempestiva e rigorosa” sotto il profilo della sicurezza.
L’associazione precisa “di non voler interferire con le competenze degli organismi preposti alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. La richiesta riguarda piuttosto “la rapidità con cui tali valutazioni dovrebbero essere effettuate e, qualora necessario, tradotte in misure di protezione adeguate al livello di rischio“.
Il precedente evocato: il caso Marco Biagi
Nel suo appello, Gaglianese richiama anche la vicenda di Marco Biagi, il giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002.
Il riferimento viene utilizzato dall’associazione per sottolineare l’importanza della prevenzione quando emergono segnali di possibile pericolo. “Non vorremmo mai trovarci, a posteriori, a doverci chiedere se si sarebbe potuto fare qualcosa prima”, afferma il presidente.
Il richiamo storico non viene presentato dall’associazione “come un’equivalenza tra le due vicende”, ma “come un monito sulla necessità di valutare tempestivamente le situazioni nelle quali una persona esposta per il proprio ruolo istituzionale riceva minacce”.
“Non è più il tempo delle attese”
Il cuore dell’appello riguarda soprattutto la necessità di evitare che eventuali procedure burocratiche rallentino le decisioni sulla sicurezza.
“Di fronte a minacce rivolte anche ai familiari di una rappresentante delle istituzioni, non è più il tempo delle attese: è il tempo della prevenzione”, si legge nel documento firmato da Gaglianese.
La richiesta è indirizzata al ministro dell’Interno e al prefetto di Reggio Calabria, ai quali l’associazione chiede di assumere «con la massima celerità tutti i provvedimenti necessari e proporzionati al livello di rischio».
L’obiettivo indicato è duplice: “tutelare l’incolumità della sindaca e dei suoi familiari e consentire alla prima cittadina di proseguire il proprio incarico senza che le minacce condizionino la sua vita personale e istituzionale”.
L’associazione: “La legalità si dimostra prima”
Nel comunicato, La Tazzina della Legalità ribadisce “che la propria iniziativa non vuole sostituirsi alle autorità competenti”. L’associazione chiede invece “che siano gli organismi dello Stato, sulla base degli elementi disponibili, a determinare rapidamente l’eventuale necessità di specifiche misure di sicurezza. La legalità non può essere celebrata soltanto dopo una tragedia. La legalità si dimostra soprattutto prima, quando c’è ancora il tempo per prevenire”, afferma Gaglianese.
L’associazione annuncia inoltre che “continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e a manifestare la propria vicinanza alla sindaca e alla sua famiglia”. La richiesta, dunque, è ora affidata alle valutazioni delle autorità competenti, cui spetta stabilire natura, attendibilità e livello del rischio e decidere, sulla base degli accertamenti, quali eventuali misure adottare.












