3 Ottobre 2026
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“Nessuno venga lasciato indietro”: lettera al ministro Valditara sugli insegnanti di sostegno

Una lettera dell’Unione Nazionale Italiana e dell’associazione Don Gnocchi - Voglia di Vivere chiede un intervento sulla stabilità dei docenti assegnati agli alunni con disabilità

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La carenza di insegnanti di sostegno e il frequente avvicendamento dei docenti nelle scuole tornano al centro di una richiesta rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. A promuoverla sono Cosimo Limardo, vicepresidente e segretario nazionale del Dipartimento “Diversamente Abili” dell’Unione Nazionale Italiana e presidente dell’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere”, e Giuseppina Gaglianò, dirigente Disabilità e Femminile per la Calabria.

Nella comunicazione indirizzata al ministro viene chiesto un intervento sulla continuità didattica degli alunni con disabilità, considerata dagli estensori una condizione importante per il percorso scolastico e per la costruzione di una relazione educativa stabile. Valditara risulta attualmente ministro dell’Istruzione e del Merito.

La denuncia: “Carenza e continua sostituzione dei docenti”

Secondo quanto sostenuto nella lettera, il problema riguarderebbe non soltanto la Calabria, ma anche altre aree del territorio nazionale.
“Ad oggi, moltissimi bambini e ragazzi con disabilità si trovano sprovvisti del docente specializzato o subiscono avvicendamenti continui”, si legge nella comunicazione, nella quale viene evidenziata la necessità di garantire una maggiore stabilità durante l’anno scolastico. Gli autori dell’appello sottolineano in particolare il valore della continuità didattica per gli studenti con disabilità, sostenendo che il rapporto costruito con il docente possa favorire il benessere dell’alunno e lo svolgimento del percorso educativo.

La richiesta delle famiglie: confermare il docente dell’anno precedente

Tra le proposte avanzate nella lettera c’è anche la possibilità per le famiglie di chiedere la conferma del docente di sostegno già assegnato nell’anno precedente, quando sussistano le condizioni previste. Sul tema il Ministero ha già introdotto procedure specifiche per la continuità sui posti di sostegno: per l’anno scolastico 2026/2027, l’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 e le successive indicazioni operative hanno disciplinato la possibilità di confermare determinati docenti di sostegno a tempo determinato, sulla base delle condizioni previste dalla normativa.
La richiesta contenuta nella lettera punta quindi a rafforzare questo principio, con particolare attenzione, spiegano i promotori, agli studenti con disturbi dello spettro autistico e altre forme di disabilità complesse.

“Ogni anno le famiglie sono costrette a una corsa contro il tempo”

Nella comunicazione viene descritta anche la difficoltà delle famiglie nel far valere tempestivamente le esigenze dei propri figli, tra assegnazione del docente e definizione di un monte ore di sostegno adeguato. Per Limardo e Gaglianò, la questione non riguarda esclusivamente l’organizzazione scolastica, ma coinvolge direttamente il diritto degli studenti con disabilità a un percorso educativo coerente e stabile. La normativa attualmente in vigore prevede già strumenti per favorire la continuità del docente di sostegno; resta però affidata alle procedure e alle condizioni previste dalle disposizioni ministeriali la possibilità concreta di conferma del singolo insegnante.

L’appello: “Un futuro inclusivo per le nuove generazioni”

Nella parte conclusiva della lettera, gli esponenti dell’Unione Nazionale Italiana chiedono al ministro un segnale concreto sulla problematica. “Come rappresentante politico e associativo, ma prima ancora come cittadino, La invito a prendere a cuore questa problematica”, scrive Limardo, richiamando la necessità di costruire un sistema scolastico capace di garantire maggiore stabilità agli alunni con disabilità.

L’obiettivo indicato è quello di evitare che gli studenti siano penalizzati dai continui cambiamenti nel personale di sostegno e di rafforzare le condizioni per una scuola “inclusiva”, nella quale, sottolineano i promotori dell’iniziativa, “nessuno venga lasciato indietro”. La richiesta si conclude con l’attesa di un riscontro da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito e di un’apertura verso ulteriori interventi sulla continuità degli insegnanti di sostegno.

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