Il futuro delle radio e delle televisioni locali approda al tavolo del Governo. Il prossimo 30 luglio, infatti, il Coordinamento nazionale dei Corecom incontrerà a Roma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, per affrontare alcune delle principali questioni che riguardano l’emittenza territoriale. L’iniziativa nasce dall’azione promossa dal Coordinamento nazionale dei Corecom, rilanciata con forza dal Corecom Calabria, composto da Fulvio Scarpino, Mario Mazza e Pasquale Petrolo.
Sul tavolo Sanremo e il ruolo delle emittenti locali
Alla riunione parteciperanno la coordinatrice nazionale dei Corecom Carola Barbato e il vicepresidente del Coordinamento nazionale nonché presidente del Corecom Calabria Fulvio Scarpino. Tra i temi principali figura la richiesta di una maggiore rappresentanza delle radio locali nella Giuria delle Radio del Festival di Sanremo. Secondo il Corecom, le emittenti territoriali devono poter partecipare attraverso criteri trasparenti e realmente rappresentativi delle diverse realtà regionali, valorizzando il ruolo svolto quotidianamente sul territorio.
La richiesta di rivedere i criteri dei contributi pubblici
Il confronto con il Governo riguarderà anche il sistema dei contributi destinati alle emittenti radiofoniche e televisive locali. Per il Coordinamento nazionale non si tratta esclusivamente di una questione economica, ma di una scelta che riguarda il pluralismo dell’informazione, la tutela del lavoro giornalistico e il diritto delle comunità locali a essere raccontate.
Le emittenti territoriali, evidenziano i promotori dell’iniziativa, rappresentano spesso l’unico punto di riferimento informativo durante emergenze, eventi di cronaca, calamità naturali e vicende che difficilmente trovano spazio nei grandi circuiti nazionali.
Scarpino: “Serve valorizzare il lavoro svolto sui territori”
Secondo Fulvio Scarpino, le decisioni che riguardano il settore non possono essere assunte esclusivamente sulla base di parametri amministrativi o contabili. “I territori non possono continuare a essere semplici destinatari di decisioni assunte esclusivamente a livello centrale“, afferma il presidente del Corecom Calabria.
Per Scarpino, nella valutazione dei contributi pubblici occorre considerare anche il servizio effettivamente svolto dalle emittenti, il loro radicamento nelle comunità e il valore democratico dell’informazione locale.
Una funzione consultiva per i Corecom
La proposta avanzata non punta a trasferire ai Corecom la gestione diretta delle risorse economiche. L’obiettivo è attribuire ai Comitati regionali una funzione istruttoria e consultiva, affinché possano contribuire alla valutazione delle domande attraverso la conoscenza diretta del tessuto informativo locale, mantenendo criteri omogenei a livello nazionale.
“Quando chiude una tv locale si perde un pezzo di democrazia”
Secondo il Corecom Calabria, radio e televisioni locali rappresentano molto più di semplici imprese editoriali: costituiscono un presidio di informazione, identità e partecipazione democratica.
Per questo motivo l’incontro del 30 luglio viene considerato un passaggio significativo per riportare il tema dell’emittenza locale al centro dell’agenda istituzionale. “Non chiediamo privilegi”, concludono congiuntamente Fulvio Scarpino, Mario Mazza e Pasquale Petrolo, “ma che l’Italia non spenga le proprie voci locali. Quando chiude una radio o una televisione territoriale non scompare soltanto un’impresa: si spegne un pezzo di democrazia”.











