Russell Crowe si esibirà a Tropea nel mese di ottobre. Il sogno del “Gladiatore” di tenere un concerto nella Perla del Tirreno è destinato a trasformarsi in realtà: l’accordo con il sindaco Giovanni Macrì è stato già raggiunto e si lavora agli ultimi dettagli organizzativi di un evento destinato a illuminare l’autunno tropeano, che a queste latitudini rappresenta ormai la naturale prosecuzione dell’estate e della stagione balneare.
La notizia arriva nel giorno in cui Stanza 7 inaugura il suo tour estivo proprio da Tropea, con un’intervista al primo cittadino dedicata al presente e al futuro della principale destinazione turistica calabrese. Un confronto che parte dalla provocazione del caffè a 50 euro e attraversa i temi del turismo di qualità, della destagionalizzazione, dei grandi eventi, della sicurezza, dei salari, dei voli, delle politiche regionali e dell’ambizione di agganciare località come Capri e la Costa Azzurra.
L’arrivo di Russell Crowe si inserisce perfettamente nella strategia rivendicata da Macrì: trasformare Tropea in una località capace di vivere di turismo non soltanto nei mesi estivi, ma per quasi tutto l’anno. Un grande concerto internazionale a ottobre, quando altrove gli ombrelloni sono già chiusi e le località balneari entrano nel letargo invernale, rappresenterebbe la fotografia più evidente di questo progetto.
“Il caffè a 50 euro era una provocazione, Tropea vuole il turismo di qualità”
Il sindaco torna innanzitutto sulla frase che ha scatenato polemiche in tutta Italia, quella relativa alla possibilità di pagare in futuro un caffè anche 50 euro nella località calabrese. “Secondo il modo di dire, avrei potuto dire anche un milione di euro. Il senso è un altro, tanti l’hanno voluto capire, altri magari in mala fede o non ci sono arrivati, hanno polemizzato su questa mia affermazione”.
Macrì chiarisce che il riferimento non era al costo reale di una tazzina, ma al posizionamento turistico che Tropea dovrebbe conquistare nel panorama nazionale e internazionale. “Tropea punta verso il turismo di qualità. Il prezzo di un prodotto è sempre legato a quella che è la materia prima. L’auspicio è quindi che a una materia prima di qualità corrisponda un prezzo remunerativo rispetto alla qualità. Quello voleva essere semplicemente un auspicio per dire: Tropea si vuole collocare in una fetta di mercato importante”.
Il modello evocato è quello delle località italiane più prestigiose, dove la presenza di prodotti e servizi dal prezzo elevatissimo non genera automaticamente scandalo. “Vuole essere un posto dove tu magari ti siedi in un ristorante e trovi la bottiglia di vino da 3mila o 4mila euro e nessuno si scandalizza quando parliamo di queste cifre a Capri piuttosto che in un’altra località blasonata della nostra bellissima penisola. L’auspicio è semplicemente quello di avere un posto capace di attrarre anche quel pubblico di qualità rispetto al quale noi stiamo cercando di affacciarci ormai da anni”.
“Tropea non è una città per tutti, dobbiamo iniziare una selezione”
Tropea misura appena tre chilometri e mezzo quadrati e, secondo il sindaco, non può trasformarsi in una destinazione aperta indiscriminatamente al turismo di massa. “Tropea è un fazzoletto di terra di appena 3,5 chilometri quadrati. Gioco forza, dobbiamo guardare attentamente al mercato. Tropea non è un posto aperto a tutti, non è un posto che si vuole e si può permettere di aprirsi alle masse, perché non ci sono le condizioni per sostenere flussi oltremodo importanti”. Da qui la necessità di una selezione dei visitatori, che per Macrì può essere favorita anche dai prezzi, ma non soltanto da quelli. “Dobbiamo, e abbiamo la possibilità di farlo, iniziare una selezione. La selezione la si fa anche, ma non solo, attraverso il prezzo. Dico subito: non è che il prezzo da solo faccia la selezione. Ci sono tanti soggetti più che ricchi, ma che alla fine non rappresentano la qualità dell’Italia. Magari sono delinquenti, che hanno soldi che vengono da attività illecite, oppure gente che non ha quella qualità alla quale noi guardiamo. Quindi arricchiti, ma che non sono sinonimo di qualità”.
Il prezzo, nella visione del primo cittadino, deve essere accompagnato da servizi, accoglienza, qualità urbana e occupazione ben retribuita. “Certamente la linea nostra è guardare nella direzione della qualità, che il prezzo in un certo qual modo ti consente di selezionare, ma non è solo il prezzo: ci vogliono i servizi”. Il caffè a 50 euro, nella spiegazione fornita dal sindaco, rappresenterebbe il punto di arrivo di un sistema economico nel quale anche i lavoratori del turismo potrebbero ricevere stipendi molto più alti rispetto a quelli attuali. “Assolutamente vuol dire questo, vuol dire che si sono create le condizioni a tutto tondo per arrivare a quell’obiettivo, a quello che può essere un primo traguardo. Significa quindi che ci sono stipendi di una certa importanza”.
Macrì collega la crescita dei prezzi al valore degli immobili, degli affitti e alla possibilità che la ricchezza prodotta dal turismo ricada maggiormente sulle famiglie e sui dipendenti. “Significa, per esempio, che le case costano X, oppure che gli affitti hanno un costo che consente molte volte alle famiglie, se vogliamo rimanere in ambito territoriale, di avere un tenore di vita molto più alto, magari in grado di poter poi dare loro la possibilità di acquistare anche un caffè con piacere a 50 euro”.
Il sindaco ribadisce però che si trattava di una provocazione, utilizzata per indicare un mercato turistico capace di resistere anche nei momenti di crisi. “Quella era semplicemente una provocazione che però va in quella direzione: dire che Tropea può permettersi oggi la possibilità di guardare a quel mercato, che è il mercato che dà sicurezza a una località anche nei tempi di crisi”.
Il divario con Capri: “A Tropea mancano le boutique di livello”
La Perla del Tirreno è ormai una destinazione internazionale, frequentata da turisti provenienti da ogni parte del mondo. Ma per raggiungere realmente località come Capri, Ischia e Positano, secondo il sindaco manca ancora una componente fondamentale: lo shopping di lusso. “Un nostro grave handicap è la mancanza di boutique di livello. Sono del tutto assenti. Per il turismo di qualità c’è una richiesta molto importante anche per quanto riguarda lo shopping. Tropea ha dei negozi, ma non abbiamo quella qualità che è assolutamente paragonabile all’offerta di Capri”.
Le grandi case di moda, spiega Macrì, non ritengono ancora Tropea un mercato sufficientemente sicuro per investimenti di quella portata. “Le ragioni sono molteplici. Intanto c’è la difficoltà di reperire un posto adeguato e poi evidentemente non siamo giunti a quello che può essere veramente un traguardo. L’appeal verso le case di moda, piuttosto che verso i grandi prodotti, dalla cosmetica ad altro, ancora non c’è. Non valutano l’investimento al sicuro in questa località”. Il percorso potrebbe richiedere ancora molto tempo. “Ci vorrà tempo, ci vogliono anni, forse decenni, per poter arrivare ad agganciare realtà importanti e collaudate come Capri e Taormina, per rimanere al Sud”.
Da aprile a novembre: la stagione turistica si è allungata
Il concerto di Russell Crowe previsto a ottobre sarebbe il nuovo tassello di una strategia che negli ultimi anni ha consentito a Tropea di allungare sensibilmente la stagione turistica. Le luminarie natalizie, secondo il sindaco, hanno contribuito a portare visitatori anche nel mese di dicembre, quando in passato la città si fermava completamente. “È stata una scommessa che è andata al di là di quelle che erano le nostre aspettative e ci siamo riusciti. Abbiamo portato un sacco di gente anche a dicembre, in un periodo nel quale normalmente Tropea metteva un velo, chiusa per parentesi invernale: ci vediamo in primavera. Ed era una parentesi lunga”.
Oggi i numeri significativi cominciano già in primavera e proseguono fino all’autunno inoltrato. “Lavoriamo con numeri significativi, quindi apprezzabili, da aprile sicuramente, per arrivare poi alla metà di novembre. Da quest’anno anche maggio e giugno sono diventati altissima stagione. Se fai un parallelo rispetto ad altre località calabresi, ci si rende subito conto che le differenze sono note”.
Il merito, secondo Macrì, va alla costruzione di un brand capace di superare lo stereotipo della semplice località balneare. “Bisognerebbe partire da quelle che sono state le politiche messe in atto nel 2018. Noi abbiamo intanto pensato che il primo obiettivo fosse uscire dallo stereotipo di località turistica balneare, quindi renderci attrattivi anche per altro”.
Goletta Verde e Bandiera Blu: “Le critiche siano uno stimolo”
Nel confronto entra anche la polemica sui risultati delle analisi di Goletta Verde lungo le coste calabresi. Macrì distingue tra le diverse certificazioni ambientali e invita a non respingere automaticamente le critiche di Legambiente. “Goletta Verde dice la sua. Ogni anno non fa che esprimere il proprio dissenso rispetto a certe forme di gestione del territorio che, rispetto a quella che è la loro missione, non possono non essere denunciate. Sono un po’ severi forse con il nostro territorio, però forse queste critiche devono essere da stimolo e pungolo per farci migliorare in quella direzione”.
Il sindaco rivendica il percorso ambientale intrapreso da Tropea, iniziato con la prima Bandiera Blu ottenuta nel 2020. “Tropea è cresciuta moltissimo sposando tutte le politiche ambientali, prima tra tutte le politiche della Fee, con la prima Bandiera Blu ottenuta per la prima volta nella storia di Tropea nel 2020, cosa che ci ha fatto molto crescere e che ci ha fatto maturare e anche conoscere a fondo il nostro territorio”.
Turismo in crescita: “A maggio più 20 per cento”
I primi dati della stagione indicano una crescita a doppia cifra, concentrata soprattutto nei mesi che in passato venivano considerati di bassa stagione. “Stiamo parlando di dati ottimi, con crescita a doppia cifra soprattutto in quella che era la bassa stagione. Maggio ha evidenziato una crescita del 20 per cento, giugno non dovrebbe essere da meno. Infatti si è trasformato sicuramente in altissima stagione, ma ancora non ho i dati definitivi che cominceranno a consolidarsi dopo il 15 luglio”.
Macrì riconosce il ruolo delle politiche regionali e dello sviluppo del traffico aeroportuale, pur segnalando il rischio di una dipendenza eccessiva da un solo vettore. “Il giudizio complessivo rispetto alle politiche regionali di marketing non può essere che positivo. Ryanair è stata una scelta vincente che sinceramente, ma credo che anche il presidente Occhiuto sia di questo avviso, vada non rivista, ma accompagnata magari con altri vettori importanti. Dipendere troppo da Ryanair potrebbe essere pericoloso”. Per intercettare una clientela con maggiore capacità di spesa servirebbero anche collegamenti charter. “Il charter ti porta alla qualità, viene fatto appositamente per un tour operator, per un pubblico particolare che magari non ama viaggiare con Ryanair. Da sindaco di Tropea parlo di cose che conosco: conosco un pubblico che non ama, per esempio, viaggiare con Ryanair”.
Treccine e massaggi vietati: “Questione igienico-sanitaria e di lavoro nero”
Il sindaco difende anche l’ordinanza contro treccine, massaggi e altri trattamenti effettuati abusivamente sulle spiagge o nei luoghi pubblici. “Il discorso è fondamentalmente igienico-sanitario. Il trattamento di testa in testa senza la sicurezza di un’adeguata forma di controllo su quello che viene fatto nasconde anche dei pericoli”. Alla questione sanitaria si aggiungono il decoro urbano e il contrasto all’evasione fiscale. “Oltre ai pericoli sicuramente c’è un aspetto di decoro che non è, per una località come Tropea, accettabile. Io non ho nulla contro quel tipo di acconciatura se venisse fatta nei luoghi adatti. E poi, se la vogliamo dire tutta, parliamo sempre di forme di lavoro che sfuggono alle imposizioni fiscali, quindi di lavoro in nero”. Macrì sottolinea che i prezzi richiesti per questi trattamenti possono essere molto elevati. “A prezzi ben alti, caro direttore, proibitivi. Parliamo di 250 euro per un trattamento completo, questi sono i costi”.
Costner, i vip e il “genius loci” di Tropea
Tropea continua ad attirare personaggi dello spettacolo, della cultura e dell’editoria. Il sindaco cita Kevin Costner e lo scrittore e giornalista Paolo Mieli, indicato come frequentatore abituale della Calabria. “Sono talmente tanti ormai i nomi dei vip che scelgono Tropea come meta per le loro vacanze. Non parliamo solo di attori o di cantanti, ma anche di grandi firme dell’editoria. Paolo Mieli è un ospite fisso della nostra città, anzi della Calabria in particolare, che apprezza con giudizi talmente forti e profondi che dovrebbero far riflettere”.
Il vero punto di forza della città, secondo Macrì, resta però la capacità di trasformare il turista in un componente temporaneo della comunità. “Noi tropeani siamo in grado di mostrare l’anima anche ad agosto, perché questo è il genius loci di Tropea: la capacità di far sentire il viaggiatore parte della comunità”.
“Tu dici: che faccio a Tropea 15 giorni? A Tropea 15 giorni devi starci come se fossi a casa tua. Esci la mattina, prendi il giornale, vai al bar e ti trovi in compagnia di una persona sconosciuta fino a poco tempo fa che diventa il tuo più caro amico. Abbiamo la capacità subito di creare questo rapporto forte, profondo e sincero che fa diventare tutti parte della comunità”.
L’incandidabilità: “Un dolore che consumo nel profondo”
Nella parte più personale dell’intervista, Macrì parla della spada di Damocle dell’incandidabilità e del peso che la vicenda continua ad avere sulla sua esperienza amministrativa. “È pesante, doloroso. Un dolore che porto dentro, non faccio mistero del dolore che porto. Però sono talmente preso dal lavoro che do ogni giorno, dalla necessità di dare risposte alla comunità, di offrire al mondo una reazione positiva, che questo dolore lo devo tenere per me”. Il sindaco sostiene di non volersi lasciare condizionare, anche per rispettare l’impegno assunto con gli elettori. “Lo consumo nel profondo del mio animo e non mi lascio turbare, anche perché ho assunto un impegno con i cittadini. Li ho rassicurati ben sapendo, come loro, che tutto si può verificare. Ci vorrà tempo”.
Sulle contestazioni amministrative, Macrì ritiene che la città abbia pagato un prezzo eccessivo. “La città non se lo meritava. Leggendo quelle che sono le contestazioni, ritengo che più che altro si tratti di contestazioni dal punto di vista amministrativo che non potrebbero sfociare in sanzioni così gravi, non tanto per me quanto per la comunità”.
Il sogno per il futuro: turismo undici mesi l’anno, ma senza cacciare i tropeani
L’obiettivo dichiarato per i prossimi cinque anni è trasformare definitivamente Tropea in una destinazione attiva per quasi tutto l’anno. “Il mio sogno nel cassetto è avere intanto una realtà che vive di turismo per undici mesi l’anno almeno. È giusto anche riposarsi un mese, ma perché dodici mesi l’anno?”. Il concerto di Russell Crowe a ottobre rappresenterebbe già un segnale concreto di questa direzione: un evento internazionale capace di attirare visitatori quando l’estate tradizionale è terminata, sostenendo alberghi, ristoranti, attività commerciali e servizi. Macrì punta inoltre a consolidare il rapporto con mercati lontani e ad alta capacità di spesa, a cominciare dal Giappone. “Vedere in questo posto il fiorire di questo pubblico di viaggiatori e quindi non i numeri di oggi, cento o duecento, ma essere proprio una meta ambita per quel mercato”.
Il sindaco riconosce però anche il lato oscuro della crescita turistica: affitti e prezzi immobiliari sempre più alti, che rischiano di espellere dalla città gli stessi residenti. “Sogno una città serena, coordinata, dove quell’equilibrio perso, perché Tropea è una città che per certi versi ha smarrito la bussola, venga recuperato. Il tropeano deve tornare a essere parte fondamentale di questa crescita e di questo contesto. Da un lato ne ha i benefici e dall’altro non deve essere costretto, per una serie di ragioni, a emigrare in posti magari vicini. Il mercato dei prezzi, il mercato degli affitti è ormai proibitivo. La città in un certo qual modo lo sta schiacciando e scacciando, perché non tutti godono degli effetti benefici del turismo”.











