20 Luglio 2026
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Statale 106, l’affondo dell’associazione Basta Vittime: “Tutti parlano, ma al momento decisivo molti scelgono l’assenza”

Dopo l’incontro alla Cittadella Regionale arriva la denuncia dell’organizzazione: riflettori puntati sulla mancata presenza dei sindaci del tratto Squillace-Guardavalle

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L’assenza dei sindaci del basso Ionio catanzarese diventa il tema centrale della polemica dopo l’avvio del dibattito pubblico sull’ammodernamento della Strada Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria. A intervenire è Fabio Pugliese, Direttore Operativo dell’Organizzazione di Volontariato Basta Vittime sulla Strada Statale 106, che punta il dito contro la mancata partecipazione degli amministratori locali all’incontro ospitato alla Cittadella Regionale della Calabria. Secondo Pugliese, la mancanza dei rappresentanti istituzionali del territorio rappresenterebbe “un segnale gravissimo” proprio in una fase considerata decisiva per il futuro dell’importante arteria jonica.

“Apprezzamento per chi c’era, amarezza per chi è mancato”

Pugliese ha voluto innanzitutto evidenziare la presenza dei sindaci provenienti dall’area jonica reggina, sottolineando il valore della loro partecipazione al confronto. Diverso, invece, il giudizio sulla fascia compresa tra Squillace e Guardavalle, dove, secondo quanto riferito dal Direttore Operativo, non sarebbe stato presente alcun primo cittadino. “Incredulità, amarezza e preoccupazione”, sono le sensazioni espresse da Pugliese, che ha definito l’episodio non sorprendente, ricordando come negli anni il coinvolgimento degli amministratori del basso Ionio catanzarese sia stato spesso difficoltoso.

“Un territorio che rischia di apparire rassegnato”

Per il rappresentante di Basta Vittime sulla SS106, l’assenza istituzionale avrebbe trasmesso un’immagine negativa del territorio proprio nel momento in cui si apre una nuova fase di confronto sull’ammodernamento dell’infrastruttura. “Il rischio – sostiene Pugliese – è quello di apparire come un’area disinteressata e rassegnata rispetto alla possibilità di ottenere finalmente una strada più moderna e sicura”.

L’organizzazione ricorda inoltre di aver promosso negli ultimi anni numerose iniziative per riportare al centro dell’attenzione le criticità della Statale 106 nel basso Ionio catanzarese, spesso senza un adeguato coinvolgimento delle istituzioni locali.

Il confronto sulle critiche social

Nel suo intervento Pugliese richiama anche le recenti polemiche nate sui social attorno alle iniziative dell’associazione, citando in particolare il caso del Ponte Barone di Badolato. Secondo il Direttore Operativo, sarebbe necessario spostare l’attenzione dalle critiche rivolte a chi porta avanti battaglie sulla sicurezza stradale alla responsabilità di chi ricopre ruoli istituzionali.

“Le opere che sosteniamo hanno un unico obiettivo: aumentare la sicurezza e salvare vite umane”, afferma Pugliese, invitando cittadini e giornalisti a rivolgere domande anche agli amministratori che scelgono di non partecipare ai momenti di confronto.

“La vera domanda è perché alcuni sindaci non erano presenti”

La posizione dell’organizzazione è dunque chiara: il dibattito sulla SS106 deve coinvolgere tutti i territori interessati e soprattutto chi ha il compito di rappresentarli. Per Pugliese, il tema centrale non dovrebbe essere il lavoro di chi denuncia le criticità della strada, ma il ruolo delle istituzioni chiamate a difendere gli interessi delle comunità locali.

“Ai cittadini chiediamo di interrogarsi su una domanda semplice: perché alcuni rappresentanti del territorio hanno scelto di non essere presenti a un appuntamento così importante per il futuro della SS106?”, conclude.

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