23 Giugno 2026
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Strage di Amendolara, la Cei scende in campo contro il caporalato: il 4 luglio un fronte comune con le istituzioni

Il vicepresidente della Conferenza episcopale Monsignor Savino promuove un vertice nei luoghi del tragico incidente in cui persero la vita quattro braccianti. Tavola rotonda con la Prefetta e la Camera di Commercio

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A poco più di un mese dal drammatico evento che ha sconvolto l’alto Ionio cosentino, le istituzioni ecclesiastiche e civili si mobilitano per trasformare il dolore in un’azione concreta di contrasto all’illegalità e allo sfruttamento nei campi.
Il 4 luglio la Chiesa e le istituzioni calabresi si schiereranno al fianco dei lavoratori più fragili ad Amendolara con l’incontro “Per un lavoro libero, dignitoso e sicuro”. L’evento, promosso dalla Conferenza episcopale calabra, intende onorare la memoria di Amin Fazal Khojani, Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad e Waseem Khan, ed è stato fortemente voluto dal vicepresidente della Cei e vescovo di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino.

Il programma della giornata: omaggio alle vittime sulla SS106

Il momento del ricordo si unirà alla riflessione operativa fin dalle prime ore della mattinata, toccando i luoghi simbolo del tragico incidente del primo giugno scorso che ha riacceso i riflettori sulle condizioni di vita dei lavoratori stagionali.
Alle 10 verrà deposta una corona di fiori presso la stazione di servizio Ip sulla Strada statale 106, luogo della strage. Successivamente l’iniziativa proseguirà nei locali della parrocchia “Madonna della salute” ad Amendolara Marina per una tavola rotonda.
Ad aprire il dibattito sarà monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina – Palmi e delegato Cec per i Problemi sociali, la Giustizia e la Pace, con una relazione su come costruire, partendo dall’ascolto del territorio, reali percorsi di dignità.

Testimonianze dal vivo e l’analisi del caporalato in Calabria

Il dibattito entrerà nel vivo grazie al contributo di figure storiche del mondo dell’associazionismo e della tutela dei diritti in Calabria, lasciando ampio spazio a chi vive quotidianamente la realtà della terra. Seguirà l’analisi di don Giacomo Panizza, fondatore di Comunità Progetto Sud, incentrata su dimensioni e prospettive dell’intermediazione illecita di manodopera in Calabria.
Grande rilievo sarà dato alle testimonianze dirette dei lavoratori agricoli e stagionali del territorio, seguite dal fulcro della giornata: il confronto a più voci su “La dignità della persona e la tutela dei diritti dei lavoratori”.

Un fronte comune tra Chiesa, Prefettura e imprese

La sessione centrale della giornata vedrà un confronto serrato tra i massimi rappresentanti dello Stato, della pastorale sociale e del mondo produttivo cosentino, uniti nella ricerca di soluzioni per la sicurezza e la legalità.
In questa sessione monsignor Francesco Savino interverrà sulla custodia dei lavoratori fragili, affiancato dalla prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, e da Klaus Algieri, presidente della Camera di commercio di Cosenza, in un focus su legalità e prevenzione.

Un percorso permanente per i lavoratori vulnerabili

Le conclusioni della giornata tracciano la strada per le attività future, affinché l’appuntamento di Amendolara non rimanga un fatto isolato ma diventi l’avvio di un monitoraggio costante. Le battute finali saranno affidate a monsignor Giovanni Checchinato, arcivescovo metropolita di Cosenza – Bisignano e delegato per le Migrazioni.
Sarà proprio l’arcivescovo a indicare le linee guida per avviare, proprio a partire da Amendolara, un percorso permanente e concreto di ascolto e accompagnamento dei lavoratori più vulnerabili.

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