Lidi e costruzioni abusive a ridosso della ferrovia sul Tirreno cosentino: l’associazione Legalità Democratica prepara un esposto alla Rete Ferroviaria Italiana (RFI), direzione di Reggio Calabria, per denunciare presunte violazioni della fascia di rispetto dei 30 metri dai binari prevista dalla legge.
“Stiamo raccogliendo i dati, le opere abusive vanno rimosse”, annuncia il presidente avvocato Maximiliano Granata, che chiede sopralluoghi immediati, verifiche tecniche e provvedimenti sanzionatori, con riserva di azioni legali se non si interviene.
La fascia di rispetto: 30 metri dai binari
L’articolo 49 del D.P.R. 11 luglio 1980 n. 753 stabilisce che “è vietata la costruzione di edifici o manufatti a una distanza inferiore a 30 metri dai binari ferroviari, salvo specifica autorizzazione in deroga”.
La fascia di rispetto ferroviaria, spiega l’associazione Legalità Democratica, “ha natura vincolante e inderogabile al fine di tutelare la sicurezza dell’esercizio ferroviario, il pubblico interesse e la regolarità urbanistica“. Secondo Granata, sulla Costa Tirrenica Cosentina “risultano presenti opere e/o strutture in evidente violazione della normativa”.
“Raccogliamo dati, poi esposto a Rfi”
“Ci giungono numerose segnalazioni“, ha dichiarato l’avvocato Granata. L’associazione sta raccogliendo documentazione fotografica e cartografica sulle presunte violazioni e “a breve invieremo un esposto alla Rete Ferroviaria Italiana (RFI), specificamente alla Direzione Operativa Infrastrutture Territoriale (DOIT) di Reggio Calabria”.
Una volta raccolti i dati, Legalità Democratica si riserva di “segnalare e intimare” che tali situazioni costituiscono “potenziali abusi edilizi e violazioni della normativa ferroviaria, con possibili conseguenze legali e amministrative a carico dei soggetti responsabili”.
Rimozione forzata e sanzioni penali
Le conseguenze per chi ha costruito all’interno della fascia di rispetto potrebbero essere pesanti. L’associazione evidenzia che i responsabili rischiano “la rimozione forzata dei manufatti, oltre a eventuali sanzioni civili e penali“.
Granata chiederà a RFI e ai Comuni interessati di “effettuare un immediato sopralluogo e verifica tecnica dello stato dei luoghi”, di “accertare la titolarità e validità di eventuali autorizzazioni o nulla osta” e di “adottare senza indugio i provvedimenti di competenza, inclusa l’eventuale sospensione o rimozione di opere abusive entro la fascia di rispetto”.
Richiesta di comunicazione tempestiva
L’associazione chiederà inoltre alle autorità competenti di “comunicare tempestivamente i risultati e gli eventuali provvedimenti adottati, ai sensi della normativa vigente”. La segnalazione, precisa Granata, sarà fatta “a tutela dell’interesse pubblico, della sicurezza ferroviaria e della legalità urbanistica, con riserva di ulteriori azioni civili, penali e legali qualora non si provveda agli interventi necessari”.
Un’iniziativa che punta a far rispettare le norme urbanistiche e di sicurezza in un’area dove, secondo l’associazione, l’abusivismo edilizio si sarebbe spinto fino a ridosso dei binari.









