La scuola dell’infanzia di via Monsignor Apa, nel quartiere Santa Maria a Catanzaro, riapre le sue porte, trasformando un atto di pura distruzione in un simbolo di speranza e resilenza. Dopo il grave incendio che ha devastato il tunnel di collegamento e danneggiato arredi e giochi, l’istituto ha potuto accogliere nuovamente i suoi piccoli alunni, grazie a uno sforzo congiunto che ha visto la mobilitazione di tutta la comunità.
La solidarietà batte il vandalismo
Nonostante il gesto vile e sconsiderato che aveva colpito la scuola, l’impegno e la solidarietà hanno avuto la meglio. Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha voluto sottolineare l’importanza della vicinanza istituzionale, visitando la scuola insieme al Questore Paolo Linares. La loro presenza ha rappresentato un chiaro messaggio: i valori di cultura, crescita, legalità e speranza non possono essere cancellati da atti di teppismo. Un ruolo cruciale nella ripartenza è stato giocato dall’Associazione “A Filanda”, guidata dal presidente Giorgio Ventura. L’associazione, con un impegno toccante e instancabile, ha contribuito in modo determinante alla rinascita dell’istituto. I soci hanno voluto lasciare un segno tangibile della loro vicinanza, donando alla scuola due opere e un murales, vere e proprie iniezioni di colore e bellezza, a testimonianza che la comunità non si arrende.
Un segnale di speranza per il futuro
La riapertura non è solo un ritorno alla normalità, ma un vero e proprio rilancio che pone le sue basi sulla fiducia nei confronti delle nuove generazioni. “Puntiamo sugli alunni e sui docenti per restituire il giusto valore alla cultura”, ha dichiarato il prefetto De Rosa. Il messaggio lanciato è forte e chiaro: la scuola è il luogo in cui si gettano i semi essenziali per riprendere a sognare. L’impegno congiunto di istituzioni e associazioni del territorio dimostra che la risposta più efficace al degrado e alla violenza è la costruzione di legami forti e la collaborazione. La storia della Scuola dell’Infanzia Monsignor Apa è un esempio luminoso di come una comunità possa trasformare una ferita in un’opportunità di crescita, riaffermando con forza i valori di civiltà.









