A Vibo Valentia non basta alzare il sipario una sera. Il problema è riuscire a tenerlo alzato. Il nuovo Teatro Comunale, atteso per quasi trent’anni, sembra condannato a una sequenza di partenze, stop, riaperture e nuovi rinvii: inaugurato alla fine del 2023, utilizzato per il primo spettacolo nel febbraio successivo, poi richiuso per completare l’iter antincendio; riaperto nel dicembre 2025 con una prima stagione; oggi di nuovo sospeso tra un cambio di modello gestionale e un cartellone 2026/27 che tarda a prendere forma.
Lo stand-by, questa volta, è soprattutto amministrativo, gestionale e culturale. Il teatro può ospitare singoli eventi, ma alla data del 21 settembre non dispone di una gestione pluriennale definita né di una stagione organica presentata al pubblico. È questa distanza — tra l’edificio aperto e l’istituzione culturale ancora intermittente — a rendere credibile l’immagine del teatro come simbolo delle difficoltà della città.
Trent’anni per costruirlo, pochi mesi per fermarlo
La storia viene da lontano. Il vecchio Teatro Comunale era stato demolito nel 1966; il Valentini, che per anni ne aveva raccolto l’eredità, chiuse a metà degli anni Novanta. Il progetto della nuova struttura risale al 1999 e ha attraversato finanziamenti, contenziosi, espropri, varianti e cinque amministrazioni comunali. Il risultato è il teatro da 541 posti realizzato a Moderata Durant. A fine dicembre 2023 l’allora sindaca Maria Limardo presentò e inaugurò l’opera. Il primo vero banco di prova arrivò il 14 febbraio 2024 con Ale e Franz, in doppia replica e con il tutto esaurito. Sembrava l’inizio. Fu invece un’altra falsa partenza: come ricostruito al momento della successiva riapertura, la struttura venne nuovamente fermata per l’assenza della certificazione dei Vigili del fuoco e per gli adeguamenti necessari.
La seconda inaugurazione e la prima stagione “vera”
Dopo gli interventi di completamento, compreso il rifacimento del trattamento ignifugo, il Comunale riaprì il 17 dicembre 2025 con il Conservatorio Fausto Torrefranca. Il 26 dicembre prese il via la stagione affidata temporaneamente ad AMA Calabria, in attesa di un bando definitivo. Quella programmazione, inevitabilmente compressa perché partita a fine anno, ha avuto un riscontro importante: 16 spettacoli e circa 8mila presenze, secondo i dati diffusi dall’amministrazione, con diversi sold out e alcune doppie repliche. A luglio il sindaco Enzo Romeo e l’assessore alla Cultura Stefano Soriano rivendicarono il risultato: il teatro, dissero, non era “semplicemente aperto: è tornato ad essere vivo”. E aggiunsero che la cultura non può essere vissuta “come un evento occasionale”.
Dal bando annunciato al cambio di rotta
Nell’agosto 2025 la Giunta aveva indicato la strada del partenariato speciale pubblico-privato per la programmazione, la gestione e la valorizzazione del teatro. Il 15 settembre 2026, con una delibera approvata all’unanimità, l’esecutivo ha superato quell’indirizzo scegliendo un partenariato pubblico-privato contrattuale ordinario, con il trasferimento del rischio operativo al soggetto privato.
La scelta viene motivata con i costi di manutenzione, gli allestimenti tecnici e la necessità di garantire servizi continuativi. È una soluzione legittima, ma non equivale all’affidamento della struttura: occorre ancora predisporre il piano economico-finanziario, l’avviso pubblico, il capitolato, lo schema di contratto e le regole della selezione. Poi bisognerà pubblicare la procedura, esaminare le proposte e aggiudicare la gestione. Quasi tre anni dopo la prima inaugurazione, Vibo sta ancora decidendo chi e come dovrà gestire il suo teatro. E ogni ripartenza amministrativa sottrae tempo alla programmazione, che nel mondo dello spettacolo si costruisce con mesi di anticipo.
A Lamezia sedici spettacoli, a Vibo una sola data
Il confronto con le altre città rende il ritardo più evidente. Sul sito di AMA Calabria esiste una pagina intitolata “Vibo Valentia – Stagione teatrale 2026/27”, ma al 21 settembre contiene un solo appuntamento: il Massimo Lopez Show, fissato per il 24 ottobre alle 21. La circostanza più paradossale è che lo stesso spettacolo, appena ventiquattr’ore dopo, aprirà al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme una stagione già presentata: 16 appuntamenti dal 25 ottobre al 9 aprile. Anche Catanzaro ha pubblicato il proprio cartellone AMA, con 13 eventi dal 23 ottobre al 22 aprile. In quelle città il pubblico conosce titoli, date, prezzi e formule di abbonamento. A Vibo, invece, la casella della stagione resta quasi vuota.
Lopez e Natuzza: due eventi non fanno un cartellone
Oltre a Lopez, per il 5 novembre è annunciato al Comunale “Fortunata di Dio”, lo spettacolo dedicato a Natuzza Evolo, con Annalisa Insardà nel ruolo della mistica di Paravati. È una tappa di una tournée che passerà prima da Reggio Calabria e Catanzaro. Sono due appuntamenti di richiamo e la loro qualità non è in discussione. Ma restano date isolate, promosse da soggetti diversi, non ancora inserite in una proposta complessiva capace di definire identità, pubblico, abbonamenti e continuità. Un evento può riempire la sala per una sera; una stagione teatrale è un’altra cosa: significa progetto artistico, calendario, servizi, promozione, attività con le scuole e certezza di apertura.













