6 Settembre 2026
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Movida nel Catanzarese: chiuso noto locale di Stalettì. Riscontrato sovraffollamento e via di fuga ostruite

Sospesa l'attività del locale anche per rischi sulla scogliera e presenza di lavoratori in nero oltre la soglia di legge

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Un’articolata operazione di controllo coordinata dalla Questura di Catanzaro ha portato alla chiusura di un celebre locale di intrattenimento situato nel comune di Stalettì. Il blitz, scattato nella notte del 5 settembre in esecuzione di una specifica ordinanza del Questore, nasce dalla necessità di intensificare i controlli sui luoghi di pubblico spettacolo dopo i recenti e drammatici fatti di Crans-Montana, secondo le direttive del Ministero dell’Interno e le determinazioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto.

L’imponente task force interforze e il raggio d’azione dei controlli

L’ispezione ha visto l’impiego sinergico di una vera e propria task force specializzata. Insieme alla Squadra di Polizia Amministrativa della Questura sono intervenuti il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri (N.I.L.), la Guardia di Finanza di Catanzaro, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto di Soverato, l’Azienda Sanitaria Provinciale (A.S.P.), l’Ispettorato del Lavoro, la S.I.A.E. e l’ARPACAL. Le verifiche a tutto campo hanno vagliato la regolarità amministrativa, fiscale, sanitaria e strutturale dell’impianto, portando alla luce molteplici e sostanziali irregolarità.

Sovraffollamento, vie di fuga ostruite e pericoli sulla scogliera

Sotto il profilo della pubblica incolumità, gli ispettori hanno riscontrato una presenza di avventori notevolmente superiore al limite massimo consentito. Gravi le lacune emerse sul fronte dell’evacuazione d’emergenza: assenza completa di cartellonistica di sicurezza, mancanza di addetti antincendio e di personale di vigilanza preposto, oltre alla totale irreperibilità di estintori. I percorsi di esodo sono risultati scarsamente illuminati e due uscite di sicurezza erano sprovviste del previsto maniglione antipanico.

Altrettanto critico lo scenario rilevato nella zona adibita a pista da ballo, perimetrata verso la scogliera sottostante da vetrate che presentavano pericolose aperture per la mancanza di diversi pannelli, esponendo i clienti al rischio reale di caduta nel vuoto. Gli agenti hanno inoltre accertato l’installazione abusiva di una condotta di aspirazione e di un impianto per l’estrazione di acqua marina destinata al riempimento di una vasca in cemento utilizzata come piscina.

Lavoro nero e violazioni amministrative: scatta la sospensione

Sono state contestate sanzioni per il proseguimento delle attività da ballo oltre l’orario autorizzato dalla SCIA ex art. 68 TULPS e per l’assenza dell’etilometro per la rilevazione volontaria del tasso alcolemico. Le violazioni in materia di igiene e tutela della salute sui luoghi di lavoro, unite all’accertamento di una quota di personale in nero superiore al 10% degli occupati totali, hanno fatto scattare il provvedimento immediato di sospensione dell’attività.

Dalla Questura di Catanzaro precisano che l’azione sanzionatoria non punta a reprimere l’iniziativa economica o il sano intrattenimento, ma a garantire standard inderogabili di legalità e tutela, soprattutto per i più giovani. Le autorità confermano che i controlli interforze proseguiranno in tutta la provincia e ricordano che la reiterazione delle inosservanze potrà comportare l’applicazione dell’articolo 100 del TULPS, fino alla revoca definitiva della licenza.

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