L’obbligo di sterzare per non rimanere staccati in fondo alla classifica. Il Cosenza, unica compagine del Girone C ancora alla ricerca del primo successo stagionale, affronta il Foggia in una sfida da dentro o fuori. La gara dello stadio “Scida”, in programma alle 14,30 a porte chiuse, rappresenta un passaggio cruciale per la formazione silana. I pugliesi presentano un organico e un profilo ben diversi rispetto alla passata stagione, ma la compagine rossoblù dovrà sfoderare la massima determinazione per portare a casa il risultato. Di questa necessità si è fatto interprete il tecnico Federico Coppitelli, che ha tracciato la strada per superare la crisi: occorre compattare il gruppo, attingere a tutte le energie fisiche e mentali e scendere in campo senza farsi condizionare dal blasone dell’avversario.
Le origini del ritardo e il peso dei secondi tempi
I soli due punti raccolti nelle ultime quattro uscite di campionato testimoniano un avvio di stagione complesso, segnato dai ritardi nella programmazione e dalle lacune della rosa. L’allenatore ha comunque preferito non appigliarsi a scuse o attenuanti, nemmeno di fronte all’evidenza di un dato numerico emblematico: gli 11 gol incassati durante i secondi tempi. Un numero che rispecchia una preparazione estiva svolta tra molteplici difficoltà, lavorando con un gruppo incompleto e su campi sintetici, prima di fare i conti con i limiti logistici derivanti dalle scelte gestionali del club. Il gruppo paga così sul campo le conseguenze di una fase organizzativa deficitaria, inserita all’interno di un torneo dal livello medio-basso in cui c’è ancora margine per recuperare il terreno perduto.
Il rebus tattico e la tentazione delle due punte
Per scuotere l’ambiente e raccogliere risposte concrete, Coppitelli sta valutando modifiche sostanziali alla struttura della squadra. Contro il Foggia prende corpo la tentazione di schierare contemporaneamente dal primo minuto le due principali bocche di fuoco dell’attacco, Petrovic e Achour, pur sapendo che tale scelta lascerebbe il reparto offensivo privo di alternative di ruolo in panchina. Tra le novità figurano la convocazione e il possibile impiego a gara in corso del neo-innesto Cimino, mentre restano aperti i dubbi sui moduli di partenza, in un ballottaggio tra il 4-3-1-2 e il 3-5-2. L’impiego del jolly Cogoni, tornato a disposizione, potrebbe aiutare il tecnico a sciogliere i nodi legati alle corsie esterne. Tutto dipenderà anche dalle condizioni del difensore centrale Dametto, frenato durante la settimana da problemi fisici che lo hanno costretto a dividersi tra lavoro sul campo e terapie.













