30 Luglio 2026
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Cosenza, si alza il sipario. Lucioni traccia la rotta tra giovani, rigore finanziario e l’incognita “Marulla”

Prima conferenza stampa per il nuovo direttore sportivo. Assente l'allenatore Coppitelli, impegnato sul campo. Target chiaro: squadra giovane, duttile e affamata.

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Prende forma il nuovo corso del Cosenza Calcio, tra la necessità di ridurre il monte ingaggi e l’ambizione di costruire un gruppo competitivo per il prossimo campionato di Serie C. Nella cornice del ritiro silano di San Giovanni in Fiore, il neo direttore sportivo Fabio Lucioni si è presentato alla stampa per delineare le linee guida della stagione 2026-2027. Una conferenza segnata dall’assenza del tecnico Federico Coppitelli, rimasto al lavoro sul rettangolo verde per via dell’indisponibilità di due collaboratori dello staff, e dalla consueta assenza del presidente Eugenio Guarascio. Il diesse ha immediatamente chiarito il proprio perimetro d’azione, ponendo al centro del progetto la sostenibilità economica, la valorizzazione dei giovani e la cultura del lavoro.

Identikit della rosa e fiducia nella guida di Coppitelli

Nel corso del suo intervento, Lucioni ha tratteggiato la visione tecnica condivisa con l’allenatore, puntando su un organico rinnovato nelle motivazioni e pronto ad addebitarsi le responsabilità del momento.

“Ci tenevo a presentarmi come nuova figura di questo Cosenza per quanto riguarda la direzione sportiva. È un privilegio per me poter rappresentare, nell’ambito tecnico, la famiglia Cosenza. Dopo quindici giorni di ritiro, era doveroso da parte mia introdurre la nuova stagione che ci vedrà protagonisti” esordisce il direttore sportivo. Lucioni ha poi tracciato l’identikit della squadra che intende costruire: “Vogliamo allestire una formazione armoniosa, giovane e competitiva, che rispetti determinate prerogative personali: ambizione e voglia. Sto cercando di individuare i profili giusti per il Cosenza 2026-2027, anche sulla base delle indicazioni dell’allenatore”.

Un passaggio cruciale è stato dedicato alla figura del tecnico: “Abbiamo un tecnico molto preparato. Lo conoscevo e l’ho visto all’opera a Caserta e con la Primavera del Lecce. È giovane, ambizioso, ha fame e voglia. I primi giorni di ritiro ci stanno offrendo spunti dai quali partire per trovare le soluzioni più adatte”.

Sfoltimento dell’organico, ringiovanimento e gestione dei rinnovi

I nodi legati al calciomercato e alla rimodulazione degli ingaggi rappresentano il cuore dell’operazione di ristrutturazione societaria. Il ds ha confermato le recenti cessioni, rivendicando una linea rigorosa verso chi non dimostra il necessario coinvolgimento.

“Ho già attuato tutta la fase di rivalutazione con quei calciatori che mi avevano manifestato l’intenzione di andare via: Rizzo Pinna, Florenzi, Mazzocchi e Vettorel. Si ritenevano non motivati e sono andati via. Non obbligo nessuno a rimanere. Le offerte sono state accettate”.

Parallelamente, il club sta lavorando sugli innesti: “Sto cercando di mettere a disposizione di Coppitelli profili giovani, provando anche a tutelare l’aspetto economico del club. È importante compiere un ragionamento complessivo, individuando giocatori duttili e giovani sui quali poterci basare”. Lucioni ha poi indicato alcuni elementi dai quali ripartire: “Giannini, Iliev, Pascalau, D’Alena, McJannet e Cogoni sono giocatori sui quali il Cosenza deve puntare, cercando di costruire attorno a loro un gruppo”.

Un passaggio è stato dedicato anche al futuro del giovane Pompei: “È un ragazzo che ha del potenziale e la caratura per calcare palcoscenici importanti, ma a mio avviso ha bisogno di un percorso di crescita. Gli sto offrendo un rinnovo di contratto per trovargli una collocazione che possa garantirgli un posto da titolare. Ci teniamo che possa giocare con continuità”.

Assetto tattico, tetti salariali e determinazione negli spogliatoi

Dal punto di vista tattico, l’impostazione sarà flessibile ma poggerà su basi chiare, con una difesa a quattro e moduli quali il 4-3-3 o il 4-2-3-1. L’allestimento dell’organico deve tuttavia fare i conti con i vincoli di bilancio imposti dalla categoria.

“Abbiamo stabilito con l’allenatore che si giocherà con una difesa a quattro, adottando il 4-3-3 oppure il 4-2-3-1, in base all’avversario di turno e mantenendo una certa duttilità. Cerchiamo figure adeguate dal punto di vista mentale, tecnico e tattico, capaci di rispecchiare questo schieramento”. Restano aperte anche alcune valutazioni sui rinnovi: “Stiamo valutando la permanenza di alcuni giocatori importanti, ma queste operazioni devono conciliarsi con il ridimensionamento in corso, perché c’è un salary cap da rispettare. Penso a Emmausso, Ciotti e ad altri elementi della rosa che possono fare al caso del Cosenza”.

Il mercato in entrata resta aperto: “La lista dei giocatori trattati è lunga. Stiamo valutando gli aspetti economici e la durata dei contratti di calciatori che hanno già esperienza alle spalle. McJannet è giovane, è vero, ma conosce la categoria da tre anni”.

A chi resta o arriverà, il responsabile dell’area tecnica chiede massimo impegno: “Preferisco parlare di ciò che concerne la mia figura. Quando un giocatore mi dice che vuole andare via, non mi faccio troppe domande: se arriva l’offerta, parte. La porta è aperta”. Il messaggio rivolto a chi resterà è netto: “Chi vuole restare si deve allineare. Chi si mette l’elmetto e prende lo scudo può stare un passo dietro di me. Non ho dubbi: ho scelto un allenatore bravo, forte e che ci farà divertire. Sto cercando calciatori che possano alzare il livello”.

Sostenibilità economica e integrazione con elementi di esperienza

Rispondendo ai quesiti sulle ambizioni e sulle difficoltà generali del torneo di Serie C, Lucioni ha sottolineato come il ridimensionamento del monte ingaggi sia una priorità condivisa a livello di sistema, senza per questo rinunciare al valore della rosa.

“Mi sento tutti i giorni con tutti i direttori sportivi di Serie C. Tutte le squadre si stanno ridimensionando a causa delle nuove regole, ma puntare sui giovani non significa rinunciare alla competitività”. La rosa sarà comunque completata da elementi di esperienza: “Ci saranno figure più esperte, le cosiddette chiocce. Da questo punto di vista, il ritiro serve a valutare ciò che manca e chi può andare via”. Tra gli obiettivi societari c’è anche la riduzione del monte ingaggi: “Assolutamente sì. Siamo stati l’unica società a vendere tre giocatori nella propria categoria e, dall’altra parte, abbiamo trovato club che hanno rispettato le nostre richieste”.

Lucioni ha poi aperto alla permanenza di alcuni senatori: “Ci sono tre giocatori esperti allineati con le mie idee e stiamo discutendo il rinnovo. In questa categoria possono spostare gli equilibri e mi auguro che possano continuare con noi”.

Sulla decisione di legarsi alla piazza calabrese in un momento complesso, il dirigente non mostra esitazioni: “Non mi sento uno sconsiderato per aver accettato. Nella mia vita ho sempre fatto più scommesse che scelte fondate sulle certezze. Sono ambizioso, non mi tiro indietro e sto cercando di apportare quelle migliorie ambientali necessarie”. Lucioni ha inoltre sottolineato la disponibilità della società: “Ho trovato un club aperto a fornire soluzioni ai calciatori. A loro devo togliere gli alibi e permettere di lavorare al meglio”.

Logistica, nodi strutturali e il fattore campo

Oltre agli aspetti strettamente calcistici, la conferenza ha toccato la questione degli impianti sportivi, sia per gli allenamenti settimanali sia per le partite interne, in attesa del pronunciamento della giustizia amministrativa sul “Marulla”.

“Qui abbiamo condizioni strutturali ottimali e spero che la sentenza possa restituirci il Marulla”. Nel frattempo, la società ha individuato anche le strutture per il lavoro quotidiano: “Abbiamo trovato due campi di allenamento a Cosenza, ed è una vittoria. I giocatori non devono pensare a dove si allenano, ma ad allenarsi e a preparare le partite. È però normale che, se i campi non saranno idonei, dovrà intervenire la società”.

Infine, un appello diretto alla tifoseria per superare le spaccature e sostenere la squadra indipendentemente da dove verranno disputate le gare casalinghe: “Quello che è successo lo scorso anno deve essere accantonato per il bene del Cosenza. Mi auguro che si possano superare i dissapori”. Il direttore sportivo conosce bene il peso della tifoseria rossoblù: “Ho vissuto in quello stadio diverse partite da avversario. Quando il tifoso cosentino trascina la squadra, è effettivamente il dodicesimo uomo”.

Anche nell’eventualità di dover disputare le gare interne lontano dal Marulla, la spinta dei sostenitori rimarrà essenziale: “I ragazzi meritano, li vedo lavorare tutti i giorni. Qualora dovessimo andare a giocare a Crotone, mi auguro di poter avere l’apporto della tifoseria. In ogni caso, questa situazione non deve incidere sul cammino in campionato. Dovremo essere bravi a gestire l’aspetto mentale”.

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