La Diocesi di Lamezia Terme rinnova il proprio impegno nella comunità, puntando sull’ascolto delle persone più fragili e sulla promozione della crescita sociale e culturale del territorio. È questo il filo conduttore del nuovo Anno Pastorale, le cui attività sono state illustrate dal vescovo monsignor Serafino Parisi durante una conferenza stampa di presentazione. L’obiettivo è proseguire il percorso avviato negli anni precedenti, mantenendo un’attenzione costante alle difficoltà che attraversano la società lametina e alle diverse forme di disagio. Non soltanto povertà economiche, ma anche fragilità culturali e relazionali, che richiedono ascolto, confronto e nuove occasioni di partecipazione. “In continuità con gli anni precedenti, la Diocesi intende essere presente nel contesto sociale e culturale del nostro territorio che, tra l’altro, presenta vari tipi di povertà materiali ma anche culturali”, ha affermato monsignor Parisi.
Lamezia Terme, domenica 25 ottobre l’apertura ufficiale
Il nuovo percorso pastorale sarà inaugurato ufficialmente domenica 25 ottobre alle 16.30, in occasione dell’Assemblea Diocesana. All’appuntamento prenderà parte anche il Nunzio Apostolico in Italia, monsignor Edgar Peña Parra, per un momento di condivisione e avvio delle attività della comunità ecclesiale. Il programma comprende diverse iniziative rivolte alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di difficoltà. Tra le priorità indicate figurano l’attenzione ai giovani, il sostegno alle famiglie e la vicinanza a chi attraversa momenti di sofferenza affettiva, definiti nel percorso diocesano anche come situazioni di “amore ferito”. L’intento è rafforzare la presenza della Chiesa nella vita quotidiana, intercettando i bisogni del territorio e promuovendo occasioni di incontro capaci di coinvolgere persone e realtà sociali differenti.
Povertà materiali e culturali, il ruolo della Dottrina sociale della Chiesa
L’azione della Diocesi si propone di leggere le trasformazioni della società attraverso i principi della Dottrina sociale della Chiesa, considerati strumenti per stimolare riflessioni e favorire percorsi di crescita condivisa. L’obiettivo, nelle parole del vescovo, non è imporre soluzioni precostituite, ma offrire una proposta fondata sul Vangelo, capace di alimentare il dialogo e di suscitare interrogativi sulle questioni che interessano la comunità. La prospettiva è quella di una Chiesa presente nella società, attenta alle diverse forme di povertà e impegnata a promuovere una maggiore consapevolezza culturale e sociale. Un percorso che punta a valorizzare il confronto e a sostenere la partecipazione, senza rinunciare al dialogo con chi vive esperienze e sensibilità differenti.
La sfida educativa e l’attivazione degli ambiti professionali
Sul valore dell’ascolto e sull’importanza dell’impegno educativo si è soffermato anche il vicario episcopale per la Pastorale, don Leonardo Diaco. La comunità ecclesiale, ha sottolineato, è chiamata a testimoniare concretamente la possibilità di costruire relazioni umane più mature e inclusive, partendo dalla capacità di comprendere le domande che emergono dalla società contemporanea. Bisogna essere sentinelle capaci di “mostrare la possibilità di una umanità più compiuta, mettendoci in ascolto di questa umanità che oggi interpella noi nel grande compito della sfida educativa”, ha dichiarato don Diaco.
Nel corso della presentazione è stata inoltre annunciata l’attivazione degli ambiti professionali, un ulteriore elemento del percorso pastorale che si inserisce nel lavoro della Diocesi rivolto al territorio. Il nuovo Anno Pastorale si apre dunque con l’intenzione di rafforzare il legame tra comunità ecclesiale e società, mettendo al centro l’ascolto, l’educazione e la vicinanza alle persone più vulnerabili














