19 Ottobre 2026
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Il paradosso del sindaco di Jonadi sulla depurazione: “Ho denunciato io il problema e ora sono imputato”

Fabio Signoretta contesta il contrasto tra le denunce sulle criticità ambientali e il procedimento giudiziario che lo attende a Vibo Valentia

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Il sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, dovrà comparire davanti al Tribunale di Vibo Valentia nell’ambito di un procedimento penale relativo alla gestione della depurazione nel territorio comunale. La prima udienza è fissata per marzo 2027. Una vicenda che il primo cittadino definisce paradossale, ricordando di aver denunciato le criticità ambientali e avviato un percorso amministrativo culminato nell’ottenimento di un finanziamento regionale da 4,6 milioni di euro per la rifunzionalizzazione e il potenziamento del sistema depurativo.
È stato lo stesso Signoretta a rendere noto il rinvio a giudizio, ricostruendo le iniziative intraprese dall’insediamento alla guida del Comune, avvenuto il 12 giugno 2022, per affrontare il problema della gestione delle acque reflue.

Depurazione a Jonadi, le iniziative avviate dal sindaco

Secondo la ricostruzione fornita dal primo cittadino, l’amministrazione ha affrontato la questione dell’inquinamento legato ai reflui già nei primi mesi di mandato. A circa tre mesi dall’insediamento, il Comune ha approvato un progetto tecnico per intervenire sulle criticità del sistema depurativo. Da quel momento, spiega Signoretta, sono seguiti solleciti, interlocuzioni con le istituzioni e iniziative finalizzate a reperire le risorse necessarie. Il percorso ha portato all’inserimento dell’intervento nella programmazione regionale e allo stanziamento di 4,6 milioni di euro destinati al potenziamento e alla rifunzionalizzazione del sistema di depurazione.

“Avrei potuto facilmente voltarmi dall’altra parte, come era stato fatto per anni, e invece ho scelto di denunciare pubblicamente la situazione, di segnalarla a tutte le autorità competenti e di parlarne in modo trasparente con la mia comunità”, ha dichiarato il sindaco, rivendicando la scelta di portare formalmente il problema all’attenzione degli enti competenti.

Il rinvio a giudizio e la posizione di Fabio Signoretta

Il procedimento penale riguarda la gestione della depurazione nel territorio comunale. La prima udienza è prevista a marzo 2027 davanti al Tribunale di Vibo Valentia. Nel commentare la notizia, Signoretta ha evidenziato il contrasto, a suo giudizio, tra le iniziative intraprese per affrontare le criticità ambientali e la sua posizione nel procedimento giudiziario. “Ho segnalato io stesso il problema e oggi sono io a ritrovarmi sul banco degli imputati”, ha affermato il primo cittadino, contestando quello che considera un paradosso.
Il sindaco ha comunque ribadito la volontà di affrontare il processo e difendersi in tribunale, richiamando la documentazione relativa alle attività svolte dall’amministrazione. Il procedimento è in corso e le responsabilità contestate dovranno essere valutate in sede giudiziaria.

“Non mi pento di aver denunciato ciò che non funzionava”

Signoretta ha confermato la propria convinzione sulla correttezza del percorso intrapreso dal giugno 2022, sostenendo che non avrebbe modificato le decisioni assunte per affrontare la questione della depurazione. “Non cambierei una sola virgola di quello che ho fatto dal 12 giugno 2022 a oggi. Non mi pento affatto di aver denunciato ciò che non funzionava; semmai mi sarei pentito di averlo taciuto”, ha dichiarato. Il sindaco ha infine assicurato che proseguirà il lavoro amministrativo per trasformare il finanziamento regionale in interventi concreti. L’obiettivo dichiarato resta quello di migliorare il sistema depurativo comunale e affrontare le criticità ambientali segnalate.

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