La protesta contro il caro carburanti e le difficoltà economiche che colpiscono autotrasportatori e agricoltori coinvolge anche le comunità locali e i giovani. Dal presidio di Campotenese, nel Cosentino, il sindaco di Mormanno, Paolo Pappaterra, ha rilanciato la necessità di interventi capaci di affrontare il problema in modo duraturo, sottolineando che le conseguenze dei rincari riguardano l’intera collettività, soprattutto nel Mezzogiorno e in Calabria. “Non è soltanto un problema degli agricoltori e degli autotrasportatori, ma di tutti i cittadini italiani, in particolare di quelli del Mezzogiorno e della Calabria”, ha dichiarato il primo cittadino, intervenuto al presidio autonomo nato nell’ambito della mobilitazione promossa da un comitato di lavoratori del settore. Al centro della protesta ci sono la richiesta di condizioni economiche sostenibili, tariffe adeguate e la tutela del lavoro.
Pappaterra: “Servono risposte strutturali sul prezzo dei carburanti“
Il sindaco di Mormanno ha riconosciuto l’importanza delle iniziative già avviate dalla Regione Calabria, evidenziando però che, a suo giudizio, gli interventi adottati finora non sono sufficienti a risolvere in maniera definitiva le difficoltà denunciate da chi lavora nei comparti dell’agricoltura e dell’autotrasporto. “Sono state messe in campo alcune azioni sicuramente importanti, che apprezziamo, ma che non possono dare risposte strutturali. In questo momento abbiamo bisogno di altro”, ha affermato Pappaterra.
Il problema, ha spiegato, investe anche le famiglie e tutti coloro che utilizzano quotidianamente l’auto per raggiungere il posto di lavoro, effettuare visite mediche o accompagnare i figli a scuola. Per questo, secondo il sindaco, è necessario garantire la possibilità di fare rifornimento a prezzi sostenibili. “Abbiamo bisogno che i trasportatori, gli agricoltori e i cittadini normali, che vanno a fare gasolio e benzina la mattina per andare al lavoro, per una visita medica o per accompagnare i figli a scuola, abbiano la possibilità di fare rifornimento a un prezzo normale, come accade in ogni parte d’Europa”, ha dichiarato. L’auspicio è che si possa arrivare a una soluzione capace di incidere sulle difficoltà nel lungo periodo, superando misure considerate insufficienti a risolvere le cause della crisi.
Castrovillari, gli studenti del Polo Liceale al fianco dei manifestanti
La mobilitazione ha raccolto adesioni anche tra i più giovani. Al presidio allestito in contrada Bianchino, a Castrovillari, hanno partecipato alcuni studenti del Polo Liceale, che hanno voluto esprimere solidarietà agli autotrasportatori, agli agricoltori e alla comunità locale. “Crediamo veramente in questo sciopero perché è una tematica importante che tocca tutti noi giovani», ha spiegato Alessandro, uno degli studenti presenti. «Siamo venuti qui per dimostrare che siamo solidali alla comunità di Castrovillari e dintorni. Non è una protesta “giusto per fare”, ma ha uno scopo ben definito: farci sentire e dare voce alle nostre richieste”. Una partecipazione che, nelle parole dei ragazzi, va oltre le conseguenze immediate del caro carburanti e richiama l’attenzione sulla necessità di prendere parte alle questioni che interessano il territorio e il futuro delle nuove generazioni.
“Non siamo disposti a farci calpestare”: la voce dei giovani
Anche Giovanni, un altro studente intervenuto al presidio, ha sottolineato l’importanza di sostenere la mobilitazione, pur riconoscendo che le difficoltà denunciate potrebbero non coinvolgere direttamente tutti i giovani nell’immediato. “Magari oggi questa protesta potrebbe non riguardarci direttamente, ma dobbiamo far vedere a tutti che non siamo disposti a farci calpestare”, ha dichiarato. “Il governo o chi di dovere non deve pensare che alla nostra età non siamo disposti a lottare”. Il messaggio degli studenti è rivolto alla tutela dei diritti e alla partecipazione civica, con la volontà di continuare a sostenere la propria comunità anche in futuro. “Oggi supportiamo la nostra comunità e saremo pronti a farlo anche in futuro: abbiamo dei diritti e dobbiamo mantenerli”, ha concluso Giovanni.














